Il pecorino simbolo del Caseificio Il Fiorino celebra un importante anniversario conquistando il massimo riconoscimento ai Great Taste Awards 2026. Un successo che nasce dall’incontro tra materia prima d’eccellenza, artigianalità e lunga stagionatura.
Ci sono formaggi che conquistano i premi e altri che diventano un punto di riferimento per un intero settore. La Riserva del Fondatore del Caseificio Il Fiorino appartiene a entrambe le categorie. A vent’anni dalla sua nascita, questo pecorino simbolo della Maremma festeggia un anniversario importante conquistando, insieme alla sua Special Edition, il massimo riconoscimento ai Great Taste Awards 2026, con tre stelle per ciascuna referenza. Un risultato che assume un valore ancora maggiore se si considera che solo una minima parte degli oltre 17.000 prodotti provenienti da tutto il mondo riesce ogni anno a ottenere il punteggio più alto del prestigioso concorso internazionale.

Per Il Fiorino il bottino complessivo sale a quindici stelle, assegnate a otto diverse produzioni, confermando la continuità qualitativa di un caseificio che da quasi settant’anni fa della ricerca dell’eccellenza la propria filosofia. Dietro ogni grande formaggio, però, non c’è soltanto una perfetta tecnica di caseificazione. Tutto inizia dalla materia prima. Il latte ovino rappresenta il cuore di ogni lavorazione e racchiude i profumi, la biodiversità e le caratteristiche di un territorio unico come la Maremma toscana. La qualità del pascolo, il benessere degli animali e una selezione rigorosa del latte diventano il primo, fondamentale ingrediente di un formaggio destinato a evolvere nel tempo. La Riserva del Fondatore nasce proprio da questa attenzione. È un pecorino che ha fatto della pazienza uno dei suoi punti di forza, lasciando che la stagionatura valorizzasse progressivamente aromi, struttura ed equilibrio. Ancora più estrema è la Special Edition, affinata per quasi due anni, dove il tempo diventa parte integrante della ricetta, trasformando il latte in un prodotto di grande complessità aromatica.
Accanto all’eccellenza della materia prima c’è il valore del lavoro artigianale. Ogni forma è il risultato dell’esperienza dei casari, della cura nelle lavorazioni e di una conoscenza tramandata nel tempo, capace di coniugare tradizione e innovazione senza rinunciare all’identità. È questo approccio che permette a produzioni diverse per caratteristiche e stagionature di mantenere uno stile riconoscibile e una qualità costante. Le quindici stelle ottenute quest’anno raccontano proprio questa capacità. Oltre alla doppia affermazione della Riserva del Fondatore e della sua Special Edition, sono stati premiati anche Grotta del Fiorino, Cacio di Venere, Cacio di Caterina, Noi, Cacio di Giove e Cacio di Afrodite. Formaggi differenti tra loro, ma accomunati dallo stesso principio: valorizzare una materia prima d’eccellenza attraverso lavorazioni attente e tempi di affinamento studiati per esaltarne le caratteristiche. Fondata nel 1957 a Roccalbegna, sulle pendici del Monte Amiata, Il Fiorino è cresciuta senza mai interrompere il legame con il territorio d’origine. Una scelta che continua a fare la differenza in un mercato sempre più orientato verso produzioni standardizzate. Qui il latte non è una semplice base produttiva, ma il patrimonio da custodire e interpretare, perché è proprio dalla sua qualità che prende forma ogni grande pecorino.
I riconoscimenti internazionali ottenuti negli anni, ormai quasi trecento, rappresentano la conferma di un percorso costruito con coerenza. Ma, prima ancora delle medaglie, raccontano una convinzione semplice: non esiste eccellenza senza una materia prima straordinaria. È dal latte, dal territorio e dal lavoro quotidiano che nasce l’identità di un formaggio capace, dopo vent’anni, di continuare a essere un punto di riferimento nel panorama caseario italiano e internazionale.





