L’ ALTRA COSTIERA DEL GUSTO: MIXOLOGY, PIZZA D’AUTORE E OSPITALITÀ TRA POMPEI, RAVELLO, POSITANO E SORRENTO

Food News

Chef, pizzaioli e bartender ridisegnano la scena Food & Beverage campana tra rooftop, orti, secret bar e luxury beach club

Dalle creazioni di Ferdinando Longobardi sulla terrazza dell’Habita79 ai cocktail nati nell’orto di Villa Cimbrone. Dalla pizza contemporanea firmata da Ivano Veccia per Enza Positano alla miscelazione di Valerio Izzo e Anna Candela tra Shub Sorrento Maya Beach Experience. Quattro indirizzi raccontano la nuova scena Food & Beverage campana, dove materia prima, tecnica, design e accoglienza ridisegnano l’identità delle due Costiere.

La nuova ospitalità campana parla il linguaggio del gusto. Lo fa attraverso terrazze panoramiche, cocktail bar d’albergo, secret room, beach club, pizzerie contemporanee e cucine affacciate sul Mediterraneo. Pompei, Ravello, Positano e Sorrento compongono una geografia Food & Beverage sempre più articolata, capace di superare l’immagine da cartolina per costruire esperienze fondate sulla ricerca, sull’identità locale e su una precisa regia estetica.

Il panorama resta parte essenziale della scena. Il Vesuvio, i giardini di Villa Cimbrone, la verticalità di Positano, il Golfo di Napoli e le rocce di Massa Lubrense definiscono lo spazio. Oggi, però, la vista dialoga con impasti studiati, ortaggi trasformati in cordial, vini autoctoni, distillati internazionali, fermentazioni, tecniche di cucina applicate al bar e progetti di interior design che danno a ogni indirizzo una personalità riconoscibile.

La Costiera Amalfitana e quella Sorrentina stanno vivendo una fase di maturità. Il lusso non coincide più con l’ostentazione. Si esprime nella qualità del servizio, nella capacità di personalizzare una ricetta, nella provenienza di un ingrediente, nella cura del bicchiere e nell’equilibrio di un abbinamento. Gli hotel diventano laboratori gastronomici. I cocktail bar costruiscono narrazioni legate al territorio. La pizza entra negli spazi lifestyle e incontra la miscelazione. I beach club affiancano alla musica una proposta culinaria strutturata.

VILLA CIMBRONE, IL COCKTAIL NASCE NELL’ORTO

A Ravello, Villa Cimbrone rappresenta uno dei luoghi simbolo dell’ospitalità italiana. La tenuta si estende per circa sei ettari tra giardini, terrazze, architetture storiche e affacci sul mare. La celebre Terrazza dell’Infinito domina il paesaggio da una posizione sospesa sulla Costiera Amalfitana. Alle sue spalle si sviluppa una dimora che conserva il carattere di una casa di famiglia.

La gestione coinvolge la quinta generazione, all’interno di un nucleo composto da diciotto persone. Quattro familiari lavorano stabilmente nella struttura. Questo legame emerge nei racconti, negli ambienti e nelle trasformazioni attraversate dalla villa. A Villa Cimbrone l’ospitalità conserva il calore di una dimora di famiglia, dove ogni ambiente custodisce un ricordo. «Un tempo gli ospiti vivevano la Villa insieme a noi della famiglia», racconta Francesca Lanzieri, Event Coordinator e rappresentante della quinta generazione. «L’attuale front office era la cucina di mia nonna, mentre al posto del ristorante c’era una grande sala con il camino, dove in inverno ci riunivamo per pranzare. Nel 2004 un importante restauro ha trasformato la dimora in un hotel cinque stelle con 19 camere, senza cancellarne l’anima. Mia nonna si vede ancora passeggiare tra gli ambienti, va e viene ed è lei la vera padrona di casa. Ogni angolo racconta la nostra storia e noi desideriamo far sentire gli ospiti parte di questa atmosfera intima e autentica».

I ricordi familiari convivono con un posizionamento internazionale. Villa Cimbrone è oggi uno degli indirizzi di riferimento per i destination wedding di fascia alta. Gli eventi coinvolgono il Belvedere, i giardini, la Cripta e gli spazi interni. La clientela straniera richiede una regia sempre più precisa anche sul fronte beverage. L’open bar standard lascia spazio a cocktail personalizzati, menu dedicati, station mobili e servizi distribuiti nei diversi punti della proprietà.

Il V Lounge Bar rappresenta il cuore della mixology. È un salotto all’aperto con circa ottanta posti, inserito nel giardino e arredato con poltrone e tavolini che richiamano l’eleganza degli anni Venti. La vegetazione non svolge una funzione scenografica separata. Entra nei bicchieri attraverso frutti, erbe, fiori e ortaggi coltivati nella tenuta.

A guidare il bar è Gian Maria Bianco, Head Bartender Mixologist con esperienze nell’hotellerie di lusso, tra cui Belmond, è a Villa Cimbrone da subito dopo il Covid, un periodo difficile ma di rinascita e infatti la sua idea era chiara “Costruire qualcosa di importante”.

Da questa volontà ha ideato una carta che unisce riferimenti culturali, tradizione napoletana e autoproduzione. Il progetto prende spunto dal Bloomsbury Group, il circolo di artisti, intellettuali e scrittori legato alla storia della villa, e dalla Smorfia napoletana. Dieci signature associano un nome e un numero a una ricetta. Gli ospiti possono affidare la scelta al lancio di un dado, trasformando il menu in un gioco elegante, divertente e immediato. O’ Pazz’, associato al numero 22, contiene marmellata di albicocche prodotta con i frutti della proprietà. La Paura, numero 90, lavora sull’estratto di carota. O’ Curnciell’, numero 49, abbina Del Maguey Vida Mezcal a cordial di peperone arrostito, agave e lime. Il carattere affumicato del mezcal incontra la dolcezza vegetale del peperone e la freschezza agrumata del lime. «Abbiamo un orto a disposizione da cui attingiamo direttamente per le nostre creazioni», spiega Gian Maria Bianco. «Produciamo noi stessi le materie prime, come la marmellata di albicocche che utilizziamo per il cocktail “O’ Pazz’”, il 22. Tra le altre proposte ci sono “La Paura”, il 90, caratterizzato da un estratto di carota, e “O’ Curnciell’”, il 49, con peperone arrostito. C’è poi “Il Cornuto”, il 12, che è un po’ il simbolo della carta. È un drink amatissimo. Il legame con la terra e l’autoproduzione è un aspetto fondamentale della nostra identità».

O’ Stregone combina gin al limone, vermouth, liquore Strega e aria di limoncello. La ricetta sovrappone note erbacee, agrumate e vinose, con una parte aromatica che arriva al naso prima dell’assaggio. O’ Mbriaco unisce Código 1530 Tequila a una riduzione di vino Tintore e pere. Il Tintore, vitigno storico di Tramonti, introduce una componente territoriale intensa e tannica. A’ Maraviglia, numero 72, reinterpreta il Tommy’s Margarita con tequila, Amaretto Adriatico, limone, zucchero e kiwi lattofermentato. La fermentazione aggiunge acidità e complessità, mentre l’amaretto ammorbidisce la struttura. La carta include anche lo Spritz di Cimbrone, costruito con frutti rossi e lime, e proposte analcoliche pensate con la stessa attenzione riservata ai drink alcolici.

Il lavoro di Bianco guarda alla personalizzazione. Il cocktail viene adattato ai gusti dell’ospite come un abito, mantenendo una struttura tecnica precisa. La proposta analcolica risponde alla crescita di un consumo più consapevole e utilizza distillati no alcohol, infusioni e preparazioni capaci di conservare profondità aromatica.

Il V Lounge è entrato nella selezione dei dieci migliori bar d’hotel italiani dei Bar Awards di Bar Giornale. Il riconoscimento premia una filosofia che supera il binomio Aperol e limoncello, ancora dominante in molti indirizzi turistici, e propone una lettura più articolata della Campania.

Il giardino completa questa identità. Lord Grimthorpe lo concepì secondo i principi del paesaggio inglese, costruendo un equilibrio tra vegetazione spontanea, architetture, aperture panoramiche e intervento umano.

«Il giardino conserva tutti gli elementi tipici dello stile inglese, concepito da Lord Grimthorpe per rappresentare un profondo momento di incontro e dialogo tra la natura e l’uomo», sottolinea Francesca Lanzieri. «L’obiettivo è lasciare l’ospite proprio con questo dualismo: la dimostrazione di come l’essere umano e la natura possano convivere nel pieno rispetto reciproco».

ENZA POSITANO, PIZZA E COCKTAIL SULLA SCALINATELLA

A Positano, Enza introduce un format finora assente nel paese. Una pizzeria contemporanea con cocktail bar, aperta dall’aperitivo al dopocena, in un luogo affacciato sulla Spiaggia Grande e sul profilo verticale della Costiera.

Il progetto occupa un edificio di Viale Pasitea che in passato ospitava un albergo di quindici camere, rimasto chiuso per anni. Gianfranco Buonocore, esponente della terza generazione della famiglia proprietaria, ha trasformato la struttura in un locale da circa 120 coperti. Il nome rende omaggio a nonna Enza, storica titolare dell’albergo. Il grande albero di fico che domina la terrazza ne conserva la memoria domestica del luogo.

Lo staff accoglie lo stupore degli ospiti con una frase diventata parte del carattere del locale: «Scusateci per la vista, cercheremo di migliorarla per l’anno prossimo». L’ironia stempera la spettacolarità del panorama e racconta un servizio informale, pur inserito in un contesto curato.

Il design mantiene un rapporto diretto con Positano. La tavola utilizza piatti, bicchieri e posate Made in Italy, realizzati da artigiani locali e nazionali. La terrazza privilegia materiali naturali, colori mediterranei e arredi che non competono con la vista. Il fico crea una zona d’ombra e diventa il centro visivo dello spazio.

La consulenza gastronomica porta la firma di Ivano Veccia, pizzaiolo ischitano e interprete della pizza campana contemporanea. Al banco lavora Carmine D’Apice, mentre Andrea Giordano segue il forno. La proposta nasce da impasti studiati per risultare leggeri, profumati e adatti a una fruizione che attraversa più momenti della giornata.

«Enza a Positano è la prima vera pizzeria a Positano e sono felice di portare il mio know-how in Costiera Amalfitana», dichiara Ivano Veccia. La scelta di dedicare l’intero menu alla pizza, senza affiancarlo a una tradizionale carta da ristorante, definisce con chiarezza l’identità del progetto. Enz

a Positano resta aperta tutti i giorni dalle 16.30 e accompagna l’ospite dall’aperitivo alla cena, fino al dopocena.

Il pairing tra pizza e cocktail rappresenta la parte più innovativa. Il drink entra nella degustazione come elemento gastronomico. Acidità, componente alcolica, bollicina, dolcezza e note amare vengono studiate per dialogare con la struttura dell’impasto e con i condimenti.

La drink list è breve e riconoscibile. I signature portano i nomi dei gradini e delle soste della Scalinatella, la lunga sequenza di scale che attraversa Positano. Watch Your Step, Pit Stop e Oxygen Please trasformano la topografia del paese in una piccola narrazione da bere.

Oxygen Please unisce Beefeater 24, mango, cardamomo e amaretto. Il gin, secco e agrumato, sostiene il frutto tropicale. Il cardamomo introduce freschezza balsamica, mentre l’amaretto chiude il sorso con una nota morbida. Pit Stop abbina Italicus Rosolio di Bergamotto, Código 1530 Tequila, sciroppo ai tre pepi, Yellow Chartreuse e soda al mandarino. È un cocktail complesso, con note agrumate, speziate ed erbacee, alleggerite dalla carbonazione.

La vera meraviglia e unicità di Enza Positano è la sua terrazza privata, un luogo segreto e riservato, sospeso tra il cielo e il mare della Costiera Amalfitana. Si raggiunge attraverso un ingresso indipendente, lontano dagli sguardi, e accoglie un unico tavolo per un massimo di cinque persone. Una scelta che trasforma ogni cena in un’esperienza intima, pensata e vissuta su misura. Da qui Positano appare in tutta la sua bellezza. Le case illuminate scendono verso il mare, le luci del borgo brillano sull’acqua e il profilo della costa si perde nell’orizzonte. Quando arriva la sera, la luna e le stelle diventano la cornice naturale di una tavola apparecchiata per pochi privilegiati. Il silenzio, la brezza marina e il servizio dedicato completano una sensazione di assoluta esclusività. È il luogo scelto per celebrare anniversari, cene private e ricorrenze da ricordare, ma soprattutto per pronunciare la domanda più importante. Le proposte di matrimonio trovano qui uno scenario da sogno, con Positano davanti agli occhi e il mare come unico testimone. Ogni dettaglio crea un momento irripetibile, lontano dalla folla e vicino alle emozioni. Un rifugio romantico nel quale il panorama non accompagna la serata, ma ne diventa parte.

MAYA BEACH EXPERIENCE, IL LUXURY BEACH CLUB TRA CUCINA MEDITERRANEA, DESIGN E MUSICA

A Massa Lubrense, sulla Costiera Sorrentina, a pochi chilometri dal centro di Sorrento e lungo il tratto di costa rivolto verso Capri, Maya Beach Experience si apre tra la roccia e il Mediterraneo come un indirizzo dedicato al lusso balneare contemporaneo. Nato nel 2020 dalla trasformazione dello storico Lido Conca Azzurra, il beach club è diventato una delle location più conosciute e glamour della zona, frequentata da una clientela italiana e internazionale attratta dal connubio fra mare, design, cucina, musica e intrattenimento.

Il progetto interpreta il lifestyle mediterraneo con richiami all’atmosfera di Ibiza e Mykonos, conservando un’identità legata alla luce, ai sapori e all’ospitalità italiana. La visione imprenditoriale porta la firma di Francesco Giglio, mentre Davide Rocco, Creative Director, ha costruito l’immagine elegante e cosmopolita del complesso.

Il Maya non è il classico stabilimento balneare, ma un luxury beach club concepito come esperienza da vivere dall’ingresso del mattino fino alla cena e agli eventi serali. Piscine dalle linee geometriche, terrazze panoramiche, piattaforme prendisole e zone lounge seguono la conformazione del promontorio senza interrompere il rapporto con il paesaggio. Pietra, legno, superfici chiare, tessuti naturali e arredi minimalisti disegnano ambienti luminosi, nei quali il bianco e le tonalità sabbia fanno risaltare l’azzurro del mare. La vegetazione mediterranea ammorbidisce le architetture e aggiunge intimità alle aree riservate.

Il mare entra in ogni prospettiva. Lo si ritrova davanti alle piscine, accanto ai lettini, sulle terrazze del ristorante e dalle camere affacciate verso Capri. Il progetto comprende infatti anche una parte ricettiva con diverse tipologie di camere e suite, alcune dotate di balconi, terrazze private e lettini prendisole. Il soggiorno estende così l’esperienza del beach club oltre la giornata, trasformando il Maya in un piccolo resort lifestyle dove si passa dalla colazione alla spiaggia, dal pranzo al tramonto senza lasciare la proprietà.

Durante le prime ore del giorno l’atmosfera resta rilassata e sofisticata. Gli ospiti si dividono tra piscina, mare e lettini, con un servizio attento ma informale. Nel pomeriggio la musica acquista intensità e il beach club cambia ritmo. Dj set, live performance e appuntamenti al tramonto costruiscono una dimensione più vivace, senza cancellare l’eleganza degli spazi. Il calendario ha ospitato nomi di richiamo della scena elettronica. Joseph Capriati, protagonista del closing party della stagione precedente, ha confermato la capacità del Maya di dialogare con il pubblico dei grandi beach club internazionali.

La musica non rappresenta un semplice accompagnamento. Definisce il carattere della giornata e scandisce il passaggio dal relax alla festa. La selezione sonora, il servizio al tavolo e la drink list accompagnano la luce fino alla sera, quando le superfici bianche, le piscine illuminate e il profilo scuro della costa trasformano il complesso in una scenografia notturna.

Il cuore gastronomico del Maya è affidato all’Executive Chef Maurizio Elefante. La sua cucina guarda al Mediterraneo e alla tradizione campana attraverso una selezione accurata di pesce, crostacei, ortaggi, pomodori, agrumi ed erbe aromatiche. Il menu supera la formula consueta del pranzo in spiaggia e propone un’esperienza ristorativa completa, curata nelle cotture, nelle temperature, nell’impiattamento e nel ritmo del servizio.

Crudi di mare, pescato, insalate, preparazioni alla griglia e ricette partenopee vengono interpretati con uno stile pulito. Tra le proposte figurano la caprese con pomodoro e mozzarella, l’insalatina di seppie, i piatti dedicati al pescato e una selezione di caviale. La materia prima resta riconoscibile. Le tecniche ne rispettano struttura e sapore, mentre agrumi, ortaggi ed erbe introducono freschezza e note aromatiche adatte al contesto marino.

Il ristorante accompagna diversi momenti della giornata. A pranzo privilegia preparazioni fresche e luminose, ideali dopo una mattina al sole. A cena la proposta acquista maggiore profondità, con piatti strutturati e un servizio dal tono più elegante. Il panorama e l’atmosfera non prendono il posto della cucina, ma ne diventano la cornice.

La novità della stagione è Lido Parthenope, una nuova spiaggia riservata all’interno del Maya, progettata per offrire un’esperienza più intima e legata all’anima napoletana. L’area dispone di cinquanta lettini e riduce volutamente il numero degli ospiti per garantire spazio, riservatezza e un servizio personalizzato. Chi arriva dal mare ha a disposizione anche un pontile privato, dettaglio che rafforza il carattere esclusivo della location. Lido Parthenope introduce un nuovo rituale del pranzo sulla costa, nel quale gastronomia, musica e intrattenimento convivono con naturalezza.

Il nome rende omaggio a Partenope, la sirena legata al mito della nascita di Napoli, e anticipa l’identità del progetto. La nuova area guarda alla cultura partenopea attraverso una cucina mediterranea basata su pesce fresco, crudi e piatti della tradizione costiera. La selezione musicale privilegia sonorità italiane, esibizioni dal vivo e performance capaci di accompagnare il pranzo senza trasformarlo in un evento estraneo al luogo.

Lido Parthenope propone un lusso più raccolto. Il mare resta vicino, il servizio segue i tempi dell’ospite e il pranzo diventa il centro dell’esperienza. Si arriva al mattino per il bagno e si rimane fino al pomeriggio tra cucina, cocktail e musica. L’ambiente conserva il carattere scenografico del Maya, ma lo declina in una formula più riservata, adatta a chi cerca privacy e attenzione.

La proposta bar porta la firma di Valerio Izzo e Anna Candela, proprietari e Bar Manager di Shub Sorrento. La collaborazione avvicina due realtà diverse ma complementari. Il Maya mette a disposizione il mare, il design e l’energia del beach club. Shub trasferisce sulla spiaggia la propria cultura della miscelazione, fondata su tecnica, ingredienti homemade e sensibilità gastronomica.

I cocktail vengono studiati per dialogare con i piatti di Maurizio Elefante e con le diverse ore della giornata. Freschezza, sapidità, agrumi, erbe mediterranee e gradazioni equilibrate caratterizzano drink adatti al consumo diurno, ma costruiti con lo stesso rigore riservato alle creazioni serali. Il pairing considera la dolcezza dei crostacei, la componente iodata dei crudi, l’acidità del pomodoro e le note vegetali degli ortaggi. Il cocktail diventa parte del pranzo e non una presenza separata.

SHUB, IL SECRET BAR DI SORRENTO CHE PORTA LA CUCINA NEL BICCHIERE

La firma beverage di Lido Parthenope nasce nel centro storico di Sorrento. A pochi passi da Piazza Tasso, tra Corso Italia e le strade che animano il cuore della città, Shub si cela dietro un ingresso discreto. La posizione centrale contrasta con il carattere segreto del locale. Fuori scorre la vita sorrentina. All’interno luci, colori e musica costruiscono una dimensione più intima.

Il nome deriva dalla contrazione di Secret Hub e racconta la filosofia del progetto, nato nel 2020 per iniziativa dei fratelli Izzo, la famiglia alla guida di Piazzetta Milù, ristorante sorrentino premiato con due stelle Michelin. Shub rappresenta l’estensione liquida di quella cultura gastronomica. Il bar traduce nel bicchiere la ricerca sugli ingredienti, le tecniche di cucina e la precisione sviluppate nel ristorante, affidandole a Valerio Izzo e Anna Candela.

Shub è uno dei cocktail bar più interessanti della scena campana. Ha costruito la propria identità senza ricorrere alla vista sul mare, elemento spesso dominante nei locali della Costiera. Il suo fascino nasce dalla qualità della miscelazione, dall’ospitalità e da una scenografia studiata per incuriosire. È una destinazione da cercare, non un indirizzo che si incontra distrattamente.

Il locale si sviluppa su due livelli, con anime diverse ma collegate. Al piano superiore la wine room accoglie gli ospiti in un ambiente conviviale. La selezione di vini e bollicine, curata dal sommelier Emanuele Izzo, comprende etichette italiane e internazionali scelte per l’aperitivo, il dopocena e l’abbinamento con le proposte gastronomiche. Il primo bancone è dedicato ai grandi classici, eseguiti con rigore e adattati alle preferenze del cliente.

Questo spazio mantiene un ritmo dinamico. È il luogo adatto per iniziare la serata con un calice, incontrarsi prima di cena oppure riscoprire un Martini, un Negroni o un Americano preparati secondo le proporzioni tradizionali. Il servizio resta vicino all’ospite e introduce gradualmente alla parte più segreta del locale.

Scendendo al piano inferiore si raggiunge il Secret Hub. Pareti verde petrolio e rosso intenso, superfici scure, luci basse, pezzi di design contemporaneo e sedute raccolte compongono uno speakeasy elegante e sensuale. La luce accarezza il bancone, illumina i bicchieri e lascia il resto della sala in una penombra studiata. Ogni dettaglio invita a rallentare e a prolungare la permanenza.

L’interior design guarda alla Dolce Vita attraverso colori saturi, forme morbide e un’eleganza cinematografica, senza riprodurne gli elementi in chiave nostalgica. Moda, musica, alta cucina e mixology si incontrano in una sala dal carattere attuale. Shub vive anche come luogo sociale. Le persone arrivano per bere e restano per l’atmosfera, per la conversazione con i bartender e per la libertà di affidarsi alla loro interpretazione.

La vicinanza culturale con Piazzetta Milù emerge nel metodo. Il laboratorio del bar utilizza fermentazioni, infusioni, chiarificazioni, fat washing, milk washing, affumicature e ingredienti grigliati. Preparazioni come la vodka al pomodoro di Sorrento, la kombucha all’ananas, il bourbon al caramello salato e il gin infuso ai semi di finocchio trasferiscono nel bicchiere sapori familiari attraverso tecniche contemporanee.

La vicinanza con Piazzetta Milù incide sul metodo. Fat washing, milk washing, fermentazioni, grigliatura e affumicatura entrano nella preparazione dei drink. Il laboratorio produce vodka al pomodoro di Sorrento, kombucha all’ananas, bourbon al caramello salato e gin infuso ai semi di finocchio. Il cocktail diventa una ricetta da cucina, costruita attraverso trasformazioni precise della materia prima. Shub lavora così su sapori riconoscibili, inserendoli in strutture moderne e bilanciate.

La carta Bacio all’Italiana parte da un gesto universale. Il bacio diventa complicità, passione, memoria e incontro. Ogni signature interpreta una sfumatura attraverso nomi diretti e un’estetica pop. Fichissimo, Dirty Clear Paloma, Pesto Negroni, Tipsy Gelato, Spicy Papi e Double Passion compongono una sequenza sensoriale che alterna freschezza, piccantezza, note vegetali, dolcezza e richiami gastronomici.

Pesto Negroni traduce nel bicchiere un sapore italiano riconoscibile, senza perdere la struttura amara del classico. Dirty Clear Paloma lavora sulla limpidezza visiva e sulla tensione tra acidità, sale e agave. Tipsy Gelato esplora la consistenza cremosa e l’idea del dessert. Spicy Papi introduce una componente piccante controllata. Fichissimo valorizza il fico, ingrediente mediterraneo capace di offrire dolcezza, materia e sfumature vegetali.

La drink list ha ricevuto il premio come Miglior Drink List Originale d’Italia 2025 di Identità Golose. Nello stesso anno Valerio Izzo ha vinto l’Art of Italicus Aperitivo Challenge, portando il progetto sorrentino all’attenzione della scena internazionale.

Dietro i riconoscimenti resta una filosofia fondata sul gruppo. «Sono per il teamwork», racconta Anna Candela. «Ai ragazzi dico sempre: facciamo le cose insieme, diventiamo qualcuno insieme. Per me sono una famiglia, e io e Valerio cerchiamo sempre di spronarli a fare quel passo in più. Professionalità ma il rapporto umano resta fondamentale».

Questo approccio passa dal servizio. Il bartender ascolta, interpreta le preferenze e accompagna nella scelta. La tecnica non diventa esibizione. Resta uno strumento per ottenere un gusto preciso e offrire un’esperienza personale. Il cocktail assume così una vera struttura gastronomica. Ogni ricetta lavora su consistenze, temperature, acidità, sapidità e persistenze aromatiche. L’obiettivo non è sorprendere attraverso effetti scenografici fini a sé stessi. Valerio Izzo e Anna Candela costruiscono drink riconoscibili, capaci di evocare un ingrediente o un ricordo e di conservarne la leggibilità.

Questa filosofia accompagna anche la collaborazione con Lido Parthenope. A Sorrento, Shub esprime il suo volto notturno, raccolto e sensuale. A Massa Lubrense la stessa ricerca si apre alla luce, al mare e ai ritmi del pranzo. Il filo conduttore resta l’ospitalità. Due location geograficamente vicine, ma diverse per atmosfera, uniscono la dimensione internazionale del luxury beach club alla cultura gastronomica di uno dei secret bar più originali della Campania. Valerio Izzo e Anna Candela, coppia nella vita e nel lavoro, sono oggi tra i protagonisti della mixology campana. Insieme hanno costruito una drink list capace di unire tecnica, gusto, design e cultura gastronomica, premiata da Identità Golose come “Miglior Drink List Originale d’Italia 2025”. Un riconoscimento che valorizza anche il ruolo creativo di Anna Candela, bartender con una formazione in Architettura e Design industriale e una specializzazione in Moda e Comunicazione. Dopo le esperienze professionali con Inditex e Armani, Anna ha completato la formazione dietro il bancone e in cucina, portando nei cocktail di Shub una sensibilità estetica riconoscibile, attenzione al dettaglio e una visione che intreccia fine dining, moda e ospitalità. Valerio Izzo ha inoltre vinto la fase italiana dell’Art of Italicus Aperitivo Challenge 2025 ed è entrato nella top ten dei Bartender dell’Anno ai Barawards 2025

GRAND HOTEL EUROPA PALACE, IL NUOVO LUSSO SOSPESO SUL GOLFO

Il Grand Hotel Europa Palace porta la dimensione Food & Beverage dentro una cornice storica affacciata sul Golfo di Napoli. Situato nel centro di Sorrento l’hotel occupa una dimora in stile Liberty circondata da giardini e terrazze mediterranee. La proprietà è stata rilevata dalla famiglia Manniello, legata anche al Grand Hotel La Favorita e allo storico ristorante O’Parrucchiano. L’albergo sta attraversando un restyling che rinnova camere, suite e spazi comuni. L’estetica degli anni ‘70 lascia posto a un linguaggio contemporaneo, costruito su colori neutri, linee pulite, tessuti naturali e dettagli capaci di richiamare il paesaggio sorrentino. L’obiettivo dichiarato è raggiungere la categoria cinque stelle lusso. La terrazza panoramica rappresenta il centro della vita dell’hotel. Il Golfo, il Vesuvio e la linea della costa diventano parte dell’arredamento. Il ristorante e il bar possono sviluppare qui una proposta adatta alla colazione, all’aperitivo e alla cena. Il progetto di rilancio offre alla ristorazione un ruolo decisivo, soprattutto nel rapporto con una clientela internazionale interessata a vivere l’hotel anche oltre il pernottamento.

L’accesso al mare aggiunge un elemento raro nel centro di Sorrento. Un ascensore scende lungo il costone e conduce alla piscina panoramica, al solarium e alla spiaggia privata. Il Grand Hotel Europa Palace riunisce così la dimensione urbana e l’esperienza balneare, con un collegamento diretto tra terrazza, camere e beach club.

La nuova scena gastronomica delle due Costiere nasce da indirizzi diversi, uniti da una scelta precisa. Il territorio non viene esibito come decorazione. Entra nei menu, negli orti, nei vini, nei distillati, nei pomodori, negli agrumi, nei peperoni, nelle albicocche e negli impasti.

HABITA79, LA POMPEI CONTEMPORANEA SI GUSTA SUL ROOFTOP

A pochi passi dal Parco archeologico e dal Santuario della Beata Vergine del Rosario, l’Habita79 Pompeii MGallery Collection porta nella città vesuviana un modello di ospitalità internazionale. L’hotel occupa un edificio neoclassico restaurato e trasformato in una struttura contemporanea, con ambienti lineari, tecnologia integrata e opere d’arte dedicate alla storia di Pompei. Il numero 79 racchiude due significati. Richiama l’anno dell’eruzione del Vesuvio che seppellì la città romana e indica il numero delle camere. Il progetto rilegge alcuni elementi della domus pompeiana attraverso un’estetica moderna. Volumi ordinati, materiali chiari, aperture verso il verde e riferimenti archeologici costruiscono un ambiente che cerca il dialogo con il sito senza ricorrere a una riproduzione decorativa del passato. Il punto più scenografico è The Roof, mille metri quadrati al quinto piano, affacciati sul Vesuvio, sul Parco archeologico e sui Monti Lattari. La terrazza conta 162 posti, distribuiti tra tavoli e divani. Una copertura in vetro consente oggi di vivere lo spazio durante tutto l’anno, trasformandolo da rooftop stagionale a ristorante e cocktail bar permanente. The Roof dell’Habita79 cambia carattere durante la giornata. A pranzo mantiene un’atmosfera luminosa e distesa. Al tramonto diventa un salotto cosmopolita, con luci più intime, musica e una vista frontale sul profilo del vulcano.

La regia del beverage appartiene al Bar Manager Ferdinando Longobardi, affiancato dal vice Giovanni Langella e dall’Head Bartender Christian Cascone. Longobardi ha maturato esperienze professionali tra Ibiza, Svizzera e Barcellona. A Pompei ha costruito una miscelazione capace di avvicinare ingredienti vesuviani e tecniche contemporanee, evitando una lettura folkloristica del territorio.

La carta dei signature nasce come racconto liquido della città. Dieci cocktail, proposti a 15 euro, ripercorrono simboli, personaggi e suggestioni legati all’antica Pompei. Ogni ricetta cerca un collegamento tra memoria e gusto. Gli ingredienti locali, spesso lavorati in casa, incontrano distillati e liquori provenienti da culture diverse. Il risultato punta sulla riconoscibilità aromatica, sull’equilibrio e sulla pulizia della presentazione.

Il team interpreta il bancone come una cucina. Sciroppi, infusioni, cordial e preparazioni homemade permettono di controllare dolcezza, acidità e consistenza. Il lavoro sulla materia prima vesuviana dà profondità alla carta e stabilisce un rapporto concreto con l’area agricola che circonda Pompei. Anche la cristalleria e le guarnizioni seguono una linea essenziale. Il drink resta leggibile, senza decorazioni ridondanti.

Accanto alla miscelazione trova spazio la cucina mediterranea dello chef Roberto Lepre. La proposta nasce per accompagnare la permanenza in terrazza dal pranzo al dopocena, con piatti che valorizzano i sapori campani e si prestano all’abbinamento con i cocktail. La cucina non svolge una funzione accessoria. Costruisce con il bar un’esperienza coerente, in cui intensità, temperature e consistenze vengono calibrate sul momento del consumo.

Il progetto Mixò ha rafforzato questa vocazione. La rassegna, ideata da Longobardi, ospita bartender e cocktail bar italiani per incontri dedicati alle diverse scuole della miscelazione. Ogni guest shift diventa un confronto tra tecniche, territori e stili, completato dalle proposte gastronomiche di Roberto Lepre. L’iniziativa ha portato a Pompei anche il Franco’s Bar de Le Sirenuse di Positano, con signature dai profumi agrumati e note di anguria.

All’interno dell’hotel, Il Circolo offre un’altra interpretazione della convivialità. È un social club contemporaneo con richiami agli anni Cinquanta e un giardino rigoglioso. Se The Roof vive della luce, del panorama e dell’energia serale, Il Circolo propone un’atmosfera raccolta, adatta ai classici della miscelazione, a un calice di vino o a un incontro informale.

Ferdinando Longobardi trasforma la storia di Pompei in una carta da bere davanti al Vesuvio. Gian Maria Bianco porta la Smorfia e l’orto di Villa Cimbrone dentro cocktail costruiti con tecnica. Ivano Veccia introduce a Positano una pizza contemporanea pensata per dialogare con la mixology. Maurizio Elefante dà al beach dining del Maya una struttura mediterranea. Valerio Izzo e Anna Candela applicano al bicchiere metodi di cucina, fermentazioni e cultura dell’accoglienza.

Il risultato è una Costiera più consapevole, dove il panorama conserva il suo fascino ma smette di essere l’unico protagonista. Al centro arrivano le persone, la materia prima e la capacità di creare un’identità riconoscibile. È qui che il lusso acquista il suo significato attuale. Un tavolo ben apparecchiato, un ingrediente raccolto nell’orto, un impasto eseguito con cura, un drink preparato su misura e un servizio capace di trasformare una serata in un’esperienza personale.

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