Gigi Rigolatto Roma, la Dolce Vita fra gusto e tramonti con vista sulla Città Eterna

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Cucina mediterranea, cocktail ispirati alle canzoni italiane e design cosmopolita dominano l’estate del rooftop dell’Orient Express La Minerva affacciato sul Pantheon. Una terrazza che conquista, un’atmosfera che invita a rallentare. Una cucina che lascia il segno.

Roma si offre intera, senza filtri, appena si raggiunge il settimo piano dell’Orient Express La Minerva. La cupola del Pantheon sembra vicinissima, i tetti color terracotta disegnano il centro storico, il Vittoriano emerge nel bianco del marmo e, più lontano, San Pietro chiude la prospettiva. È in questo paesaggio, che cambia tono con il passare delle ore, che Gigi Rigolatto Roma ha riaperto da fine maggio la terrazza per l’estate 2026 con una proposta capace di unire cucina italiana, convivialità, glamour e cultura dell’aperitivo. A pranzo la luce restituisce ogni dettaglio della città. Al tramonto, oro e rosa entrano fra i tavoli. La sera, monumenti e cupole diventano il fondale di una cena dal ritmo rilassato.

Il ristorante occupa il rooftop di Orient Express La Minerva, inaugurato nell’aprile 2025 all’interno di Palazzo Fonseca. L’edificio, costruito nel 1620 e trasformato in albergo nel 1811, custodisce una lunga storia di ospitalità e accoglie il primo hotel Orient Express al mondo. Le 93 camere e suite portano il patrimonio del palazzo dentro una dimensione contemporanea, seguendo la visione dell’architetto e artista Hugo Toro. Al piano terra, La Minerva Bar vive sotto il lucernario restaurato in vetro e ferro, accanto alla statua originale della dea Minerva scolpita da Rinaldo Rinaldi. In alto, Gigi traduce lo stesso dialogo fra memoria e presente in una scena più solare, aperta e mediterranea.

Il progetto nasce grazie a Paris Society e porta a Roma lo spirito di Gigi Rigolatto, adattandolo all’identità della capitale. La filosofia della casa si riassume nell’arte di ricevere “Alla Grande”: tavole generose, piatti pensati per la condivisione, servizio vivace e un’eleganza che non irrigidisce l’esperienza. Il menu attraversa la Penisola, dalle coste del Sud ai sapori del Centro e del Nord, ma trova sul rooftop romano una precisa chiave mediterranea. La materia prima resta leggibile. Le ricette lavorano sulla freschezza, sull’intensità dei condimenti e su contrasti misurati fra acidità, dolcezza, sapidità ed erbe aromatiche.

La prima parte del menu prepara subito il tono. Le tagliatelle di calamari, servite con bottarga, lime e sedano, trasformano il mollusco in un antipasto fresco e sapido, nel quale la nota marina incontra la tensione agrumata e la croccantezza vegetale. Burrata e pomodori mettono al centro la cremosità del formaggio, i datterini arrostiti e il pesto di basilico. Il vitello tonnato conserva il legame con il classico piemontese e lo alleggerisce con capperi e sedano verde. Nel polpo e patate entrano asparagi di mare, olive nere, cipolla e pomodoro datterino, ingredienti che danno alla ricetta una cadenza costiera.

La dispensa italiana emerge anche nelle proposte più essenziali. Il prosciutto di Parma stagionato 24 mesi punta sulla dolcezza e sulla consistenza affinata dal tempo. Il Parmigiano Reggiano di 36 mesi viene accompagnato da aceto balsamico extra invecchiato, con un incontro netto fra granulosità, sapidità e note agrodolci. Calamari e alici arrivano croccanti con salsa al limone. Il fiore di zucchina fritto racchiude la ricotta. La parmigiana di melanzane riporta al comfort della cucina di casa attraverso melanzane, mozzarella, salsa di pomodoro e basilico.

Chi cerca un avvio più lussuoso trova caviale Osiètra, Beluga e ostriche con vinaigrette allo scalogno. Il capitolo dei crudi prosegue con il carpaccio di gamberi rossi condito agli agrumi e pepe rosa, una combinazione che rispetta la dolcezza naturale del crostaceo. Una vera chicca. La tartare di tonno Bluefin unisce avocado e peperoncino d’Espelette. Il carpaccio di orata lavora su limone e basilico, mentre la ricciola incontra pompelmo e dressing agli agrumi. Anche il carpaccio di manzo segue una linea italiana, con Parmigiano, rucola, pomodori secchi e datterini.

Le insalate non svolgono un ruolo accessorio. Sono piatti costruiti, adatti al pranzo in terrazza e alle giornate più calde. L’insalata di carciofi combina spinaci, pecorino, pomodori secchi, noci e pere, alternando note vegetali, sapide e dolci. I pomodori della nonna celebrano la stagione con basilico, cipollotto e origano. La Riviera Salad riunisce lattughino, fagiolini, olive nere, datterini, uova, ventresca di tonno e dressing al Parmigiano. I fagiolini con pesto di pistacchi e pecorino puntano sull’incontro fra verde, frutta secca e formaggio stagionato.

Pasta e risotto costituiscono il centro narrativo della carta. Gli spaghetti alle vongole, completati da aglio, prezzemolo e peperoncino dolce, raccontano il mare con una salsa essenziale che lega pasta, molluschi e fondo di cottura. La fregola tostata accoglie gambero rosso e pistacchio, giocando sulla consistenza della semola e sulla morbidezza del crostaceo. Gli agnolotti del plin fatti a mano, ripieni di ricotta, incontrano il tartufo estivo. I pici artigianali cacio e pepe affidano il carattere al Pecorino Romano selezionato e al pepe nero, nel rispetto di una ricetta identitaria della capitale.

Il mare torna con decisione nei tagliolini al ragù di scampi. La pasta viene completata da tartare di scampo e lime, che porta freschezza alla parte più avvolgente del condimento. Gli spaghetti alla chitarra con aragosta accostano pasta fresca, bisque e datterini. Un vero trionfo per vista e palato. Il risotto al pomodoro e burrata, profumato al basilico, utilizza pochi elementi per costruire un piatto cremoso, riconoscibile e legato ai colori italiani. Sono ricette e porzioni generose, prive di decorazioni fini a sé stesse, impiattate elegantemente e costruite per far arrivare al tavolo il gusto pieno degli ingredienti.

Fra i secondi di mare, il tonno scottato è una delle firme della stagione. La cottura lascia il cuore morbido, mentre il battuto mediterraneo, l’aceto balsamico e la salsa agrodolce aggiungono profondità e freschezza. Il rombo arrosto viene accompagnato da mandorle e pesto di rucola. La sogliola alla mugnaia richiama il repertorio classico con la salsa al limone. A queste proposte si aggiunge il pescato del giorno, scelto secondo disponibilità, per mantenere un rapporto diretto con il mercato e la stagionalità.

La sezione delle carni recupera piatti riconoscibili e li presenta con la sicurezza di una cucina internazionale. La Milanese, croccante all’esterno e tenera all’interno, arriva con rucola, Parmigiano e pomodori secchi. L’agnello alla brace è servito con caponata e jus d’agnello, dove la griglia dialoga con la dolcezza e l’acidità delle verdure. La tagliata di manzo alla griglia incontra salsa verde e jus di carne. Il galletto al limone, arrostito con capperi e fondo di cottura, chiude il percorso con profumi netti. I contorni seguono la stessa grammatica: caponata di verdure, purè di patate, cicoria ripassata con aglio, olio e peperoncino, patate nocciola al burro e rosmarino.

Il finale mantiene il tono conviviale. Il tiramisù è disponibile anche nella versione “Alla Grande”, pensata per essere condivisa, con crema al mascarpone e caffè. Il gelato al pistacchio viene completato da pistacchi caramellati e olio d’oliva, dettaglio che amplifica la parte vegetale e crea un contrasto salino. Il waffle alle nocciole abbina gianduia e nocciole caramellate. I profiteroles uniscono craquelin, gelato alla vaniglia e salsa al cioccolato. La frutta esotica mette insieme mango fresco, ananas, sorbetto al cocco e salsa tropicale. Seguono affogato al caffè, cheesecake con crumble alle mandorle e lamponi, panna cotta ai frutti rossi, gelati e sorbetti. Il Limone di Gigi, gelato agrumato dalla forma scenografica, è il dessert simbolo dell’estate: pulisce il palato e porta a tavola l’immagine dei giardini italiani.

Il Bellini Bar rappresenta il cuore sociale del rooftop con vista mozzafiato sull’ Altare della Patria. Ispirato ai grandi bar milanesi e ai salotti veneziani, conta 14 sedute e lavora sull’idea di un aperitivo intimo, curato nei gesti e libero nel ritmo. Il Bellini di Gigi resta la firma: pesca bianca, yogurt e bollicina italiana danno al classico veneziano una consistenza cremosa e setosa. La nuova carta 2026 guarda alle melodie della Dolce Vita e trasforma titoli della musica italiana in profili aromatici contemporanei.

Bello e Impossibile avvicina la leggerezza dello sgroppino a un aperitivo frozen, con Altamura Distilleries Vodka, Cordusio Aperitivo, fragola, basilico e Moscato d’Asti. Splendido Splendente intreccia gin, vermouth secco, zafferano, timo limonato, salvia e olio extravergine d’oliva. Dolce Vita combina vodka, limoncello, menta, ginger beer e bollicina italiana. Albachiara ha una trama tropicale e speziata affidata a rum, cocco, ananas, vaniglia, spezie e yogurt.

Minuetto sceglie bourbon, vermouth, Select Aperitivo, Lucano Essenza e semi di finocchio. Abbronzatissima è il cocktail più acceso: tequila e mezcal incontrano peperone rosso, mango, miele, jalapeño, lime e sale Tajín. Pazza Idea lavora su vodka, banana, polline, burro di cacao e soda alla foglia di fico. Pensiero Stupendo unisce gin, cachaça, sciroppo di Champagne, lamponi, salamoia di olive e Perrier. Rossetto e Cioccolato chiude su registri scuri, con rum invecchiato, zucchero muscovado, cioccolato e tabacco.

Anche i signature analcolici conservano la complessità della carta. Belli-no riprende pesca bianca, yogurt e Moscato piemontese dealcolizzato. Tintarella di Luna lavora su agave analcolica, peperone, miele, jalapeño e lime. Parole Parole Parole lega gin senza alcol, frutti rossi, pesca, aceto di mele e pompelmo rosa. L’Appuntamento gioca su botaniche, caffè, popcorn e arancia.

La selezione al calice accompagna crudi, paste, carni e dessert. Fra le bollicine compaiono Dubl Rosé di Feudi di San Gregorio, Bellavista Assemblage 2, Arcari e Danesi Coro delle Monache, Ruinart, Veuve Clicquot Rosé e Dom Pérignon Vintage 2017. I bianchi spaziano dal Salina Bianco Carlo Hauner al Pouilly-Fumé di Château de Tracy, dallo Chablis Premier Cru di Louis Moreau al Riesling di Dr. Loosen e al Rossj-Bass di Gaja. Il rosato è Château Minuty Prestige.

I rossi comprendono Grola di Allegrini, Barbaresco di Castello di Neive, Serpico di Feudi di San Gregorio, Mercurey Premier Cru di Faiveley, Guidalberto di Tenuta San Guido, Amarone di Secondo Marco e Brunello di Montalcino di Col d’Orcia. Con i dessert arrivano Moscato d’Asti Saracco, Muffato della Sala di Antinori e Ben Ryé di Donnafugata.

Anche gli interni partecipano all’esperienza. Hugo Toro utilizza legni dai contrasti chiaroscuri, travertino romano e marmo giallo di Siena per rileggere l’epoca d’oro del viaggio attraverso materiali radicati nel luogo. Le tonalità calde, le sedute avvolgenti, i motivi grafici e i dettagli decorativi costruiscono un’eleganza cosmopolita con accenti parigini. La terrazza resta ariosa, disseminata di verde e apparecchiata per lasciare libero lo sguardo. Le ampie aperture della sala interna mantengono Roma dentro la scena anche quando si cena al coperto.

La protagonista, come sottolinea lo stesso Toro, resta la città. Gigi ne segue il tempo naturale. Accoglie il pranzo che si prolunga, l’aperitivo davanti al tramonto, la cena sotto il cielo romano e il dopocena accompagnato da jazz italiano, bossa nova e grandi successi. Romani e viaggiatori condividono lo stesso punto di osservazione e la stessa idea di ospitalità: luminosa, generosa, glamour ma priva di formalismi superflui. L’estate, qui, non coincide con una semplice riapertura stagionale. Diventa una maniera di vivere Roma dall’alto, con un piatto italiano al centro della tavola e il Pantheon a pochi metri dallo sguardo.

Gigi Rigolatto è un’esperienza da vivere, dall’inizio alla fine.

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