L’idea di Marco Zanardi e Alessio Luparelli trasforma le ricette della tradizione salentina in una piattaforma digitale dedicata ad appassionati, chef e content creator: già mille iscritti e 16 addetti per la startup nata tra Milano e Lecce.
La mamma è sempre la mamma. Quando ti chiede di digitalizzare un vero e proprio archivio di ricette di famiglia, patrimonio della cucina pugliese, che fai, non l’accontenti?
Di fronte a questa richiesta materna, Marco Zanardi, leccese, più di tre anni fa, aguzzò l’ingegno insieme al suo ultradecennale socio nella Agenzia di comunicazione a Milano Grey Lab, Alessio Luparelli e idearono una vera e propria app, un social network per i Food & Beverage addicted.
In senso lato, la cucina della signora Elia diventò l’equivalente del garage dei genitori di Steve Jobs, fondatore della Apple. E tale creatività si è tradotta in Gnammus.com, da un paio di mesi online per la gioia di un pubblico diversificato, composto da amanti del cibo e della cucina che vogliono condividere le proprie ricette, da content creator, da chef, innovativi, ma anche apostoli della tradizione della cucina italiana, quella che ha convinto l’UNESCO a concederle l’investitura di Patrimonio immateriale dell’Umanità, da produttori di leccornie e vini stellari.


Da Milano, dove operano con Grey Lab diventata capofila, Marco e Alessio basarono la loro start up a Lecce, col sostegno del Servizio Promozione dell’innovazione della Regione Puglia, nell’ambito dell’incubatore The Qube, grazie a un finanziamento di 300mila euro, di cui 200mila in prestito agevolato e 100mila a fondo perduto.
Si tratta di una vera e propria sfida di imprenditorialità di ritorno, un volano per il Mezzogiorno, punto di arrivo di una progettualità che ha preso le mosse nel 2023 ed è approdata all’online del febbraio 2026, dando oggi lavoro a 16 addetti, dei quali otto a tempo indeterminato. Fra questi ultimi. c’è un audace statunitense, che ha lasciato la Grande Mela, trasferendosi in Salento, per partecipare a questa impresa.
In alcuni mesi di online, già sono più di mille gli iscritti a questo social network per chi vuole, a livello di amatore o professionale, avere una sponda sul cibo e sul buon bere, senza inciampare in foto di gattini o in necrologi virali.
Gnammus edifica quotidianamente una community monotematica nel sempre crescente pubblico degli appassionati e dei professionisti del food & beverage italiano, con un ricettario social interattivo e una geolocalizzazione food first.
I suoi utilizzatori sono altresì content creator, professionisti, appassionati del food cooking, aiutando, inoltre, a scoprire sapori nuovi e a sventare le contraffazioni, altra faccia della medaglia del successo dei prodotti e della cucina italiana nel mondo.


L’iniziativa è stata presentata ufficialmente a Roma, al Senato, nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, su iniziativa del senatore Antonio Salvatore Trevisi e i saluti del sottosegretario all’Agricoltura, Patriio G. Lapietra, della senatrice Stefania Craxi nonché con il messaggio video del viceministro alle Attività produttive e al Made in Italy, Valentino Valentini.
Uno spaccato economico è stato tracciato dal professor Vincenzo Baglieri (SDA Bocconi) e, fra i relatori, donne speciali, due delle quali colonne di Coldiretti: Dominga Cotarella, presidente di Campagna Amica e Mariafrancesca Serra, presidente nazionale delle Donne di Coldiretti, nonché la content creator Stella Menna.





