Nasce The Golden Spoon

Food News

Nasce a Torino la nuova firma italiana dell’ospitalità sartoriale

Laura Santinelli Balma presenta un concept che ridefinisce il catering di alta gamma, trasformando ogni evento in un racconto su misura. Radici nella tradizione torinese, sguardo rivolto ai mercati internazionali.

C’è un modo italiano di concepire l’ospitalità che non si limita a servire, ma costruisce memoria. È da questa convinzione che nasce The Golden Spoon, il nuovo progetto firmato Laura Santinelli Balma che debutta ufficialmente nel panorama degli eventi di alta gamma con un’ambizione precisa: superare i codici del catering tradizionale per affermare una grammatica esperienziale dove rigore formale e libertà creativa convivono in equilibrio sartoriale.

Non un catering, dunque, ma una regia su misura in cui gastronomia, estetica e servizio dialogano con i desideri del committente per dare forma a eventi distintivi, immersivi e profondamente identitari. Una proposta pensata per destinazioni iconiche, ricorrenze private, produzioni internazionali e appuntamenti corporate che cercano un linguaggio diverso dal consueto.

Laura Santinelli Balma

Una visione che nasce da un percorso

Alla guida del progetto, Laura Santinelli Balma, imprenditrice torinese con un percorso trasversale che intreccia industria e hospitality, interpreta il servizio come espressione culturale. Nel suo metodo, ogni elemento — dal menu al design, dal gesto della mise en place alla composizione di un calice — concorre a un racconto coerente, in cui il dettaglio diventa linguaggio.

«L’obiettivo è portare nel mondo degli eventi una visione italiana dell’ospitalità fatta di eleganza, misura e identità», afferma Laura Santinelli Balma. «The Golden Spoon interpreta il catering come esperienza totale, in cui ogni elemento contribuisce a creare valore e memoria. Noi ascoltiamo, intuiamo, creiamo, perché ogni evento diventi un giardino segreto, ricco di emozioni, legami e ricordi. Torino ha una grande tradizione di catering di notevole prestigio: la nostra ambizione è reinterpretarla con spirito contemporaneo e portarla nel mondo attraverso The Golden Spoon.»

Dalle radici di Villa Cimena a un gruppo integrato

Il progetto affonda le radici nel 2015, con l’acquisizione di Villa Cimena, storica dimora alle porte di Torino divenuta negli anni laboratorio creativo e punto di riferimento per eventi esclusivi. Da quella prima scintilla prende forma un percorso imprenditoriale strutturato che conduce alla nascita di The Catering House, realtà costruita attraverso l’acquisizione di due insegne storiche del catering torinese — Gerla 1927 e Platti 1875 — e sviluppata secondo un modello integrato che affianca al catering nuove verticalità dedicate alla pasticceria e alla mixology.

I numeri raccontano la solidità del disegno: 240 professionisti, oltre 1.000 eventi realizzati e più di 90.000 coperti serviti nel 2025. Una base imprenditoriale matura, dalla quale si sprigiona oggi un nuovo capitolo.

Il concept: dall’idea, non dal menu

The Golden Spoon rappresenta l’evoluzione sartoriale di questa storia: un concept pensato per il mercato di alto profilo, in cui ogni progetto nasce da un dialogo libero e visionario con il cliente. La regia parte dal concept dell’evento, non dal menu: chef, brigata di sala, mixologist e bartender di The Cocktail House — partner d’eccellenza del marchio — lavorano all’unisono per restituire un’esperienza unica, riconoscibile, irripetibile.

Coerente con questa visione è anche il linguaggio visivo: il sito si presenta come una narrazione inedita, il company profile come un libro d’autore costruito attraverso la fotografia. Una grammatica della comunicazione che ribadisce il principio fondativo del brand — una firma che si riconosce sempre e non si ripete mai.

Una proposta per il mondo

Con il lancio ufficiale, The Golden Spoon si candida come partner per eventi esclusivi, pranzi e cene private, grandi produzioni e destinazioni internazionali, presentandosi al mercato con una nuova visione dell’ospitalità italiana: rigorosa nei dettagli, libera nell’immaginazione, profondamente identitaria.

Un progetto che parla la lingua del lusso contemporaneo — discreto, autoriale, costruito sul tempo — e che porta con sé l’ambizione di esportare nel mondo una tradizione che a Torino ha trovato, da sempre, una delle sue scuole più nobili.

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