Milano Cortina raccontata dal cioccolato: le sfere olimpioniche di Nicola Giotti

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Raccontare un evento attraverso il cibo significa spesso lavorare su territorio, immaginario visivo e dettagli iconici. Nel progetto di Nicola Giotti dedicato alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, questo racconto passa invece attraverso una forma inedita: sfere di cioccolato che diventano supporto narrativo per un viaggio simbolico tra città e montagna.

Le sfere olimpioniche nascono da due mesi di ricerca e progettazione e sono realizzate con tecnica di aerografia indiretta speculare lucida, che trasforma il cioccolato in superficie riflettente e visivamente complessa. Il risultato è una collezione che non si limita a celebrare un evento sportivo, ma ne interpreta i valori attraverso il linguaggio del gusto e dell’immagine.

Il cuore del progetto è il dialogo tra Milano e le Dolomiti, i due poli geografici e simbolici di Milano Cortina 2026. Le architetture urbane della città si traducono in geometrie verticali, tagli di luce e superfici lucide, mentre il paesaggio montano emerge nei toni freddi, nei bianchi ghiacciati e nei blu profondi che evocano il silenzio e la potenza dell’inverno alpino. Le sfere diventano così vere e proprie mappe tridimensionali, capaci di condensare due identità territoriali in un’unica forma.

All’interno di questo doppio orizzonte prendono forma i soggetti: lo skyline milanese, l’atleta di bob lanciato nella velocità, lo sciatore in discesa, la coppia di ballerini sul ghiaccio. Ogni elemento è costruito per restituire l’energia della competizione e il ritmo della città, senza rinunciare a una forte leggibilità visiva.

Dal punto di vista gastronomico, la scelta del cioccolato bianco aromatizzato allo zafferano aggiunge un ulteriore livello di racconto. Lo zafferano, ingrediente simbolo della cucina milanese, diventa qui veicolo di memoria e identità, legando il progetto non solo all’immaginario olimpico ma anche alla tradizione culinaria della città.

Le sfere di Giotti si collocano così in uno spazio ibrido tra dessert, oggetto narrativo e souvenir culturale. Non sono pensate come semplici dolci da consumo immediato, ma come esperienze che invitano a leggere il territorio attraverso una forma inedita di storytelling gastronomico.

In un momento storico in cui il turismo e la ristorazione cercano sempre più nuove modalità per raccontare i luoghi, il progetto olimpionico di Nicola Giotti propone una via alternativa: non solo il piatto, ma anche l’oggetto dolce può diventare veicolo di identità, territorio, valori e cultura.

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