Nel giardino de IL CORTILE Iacopo Iualè e Diego Vitagliano firmano una cena a quattro mani che mette in dialogo alta cucina e pizza contemporanea.
ROMEO Roma ha trasformato la corte di Palazzo Capponi in un elegante palcoscenico dedicato all’alta gastronomia, ospitando “Ducasse e Vitagliano: Atto Secondo”, la cena a quattro mani che ha riunito due protagonisti della scena culinaria italiana. Da una parte Iacopo Iualè, Executive Chef de Il Ristorante Alain Ducasse Roma, interprete della filosofia della Cuisine de la Naturalité. Dall’altra Diego Vitagliano, maestro della pizza napoletana contemporanea, punto di riferimento per ricerca tecnica e innovazione sugli impasti. Dopo il debutto partenopeo, il progetto ha trovato nella Capitale una nuova espressione, confermando il valore dell’incontro tra alta cucina e arte bianca.
La serata si è svolta all’interno de IL CORTILE, il grande giardino di circa mille metri quadrati che rappresenta il cuore di ROMEO Roma. Racchiuso tra alberi secolari, affacciato sugli scavi archeologici romani e impreziosito da una piscina scenografica, questo spazio interpreta il concetto di food court di lusso, dove architettura, design contemporaneo, arte e natura convivono in perfetto equilibrio. Le linee essenziali degli arredi dialogano con il fascino storico del palazzo, mentre la musica dal vivo ha accompagnato gli ospiti lungo tutto il percorso gastronomico, creando un’atmosfera raffinata e rilassata.



Dalle 19.30 alle 23 il giardino si è animato con diverse postazioni di live cooking, permettendo agli chef di lavorare davanti agli ospiti e raccontare ogni preparazione. L’esperienza è iniziata con un aperitivo di benvenuto accompagnato da finger food, serviti insieme a La Montina Franciacorta Millesimato Brut 2020 Etichetta ROMEO e all’intramontabile Aperol Spritz, introducendo il dialogo tra eleganza francese e anima mediterranea.
Il percorso è entrato subito nel vivo con due piatti simbolo delle rispettive identità. Iacopo Iualè ha proposto le sue Casarecce Cacio e Pepe, una versione essenziale di un grande classico romano, costruita sulla qualità assoluta delle materie prime, sull’equilibrio della mantecatura e sull’intensità aromatica del pecorino e del pepe. Diego Vitagliano ha risposto con la sua iconica Le 3P, Pizza, Provola e Pepe, sintesi della sua ricerca sull’impasto. Una pizza caratterizzata da lunghe lievitazioni, processi enzimatici studiati e una struttura soffice ma leggera, completata dalla cremosità della provola e dalla vivacità speziata del pepe.



Da qui è iniziata la parte più originale della cena, costruita attraverso creazioni nate dal confronto tra i due chef. “Ricordo d’infanzia, Scarpariello” ha preso forma in una rustichella con pomodoro datterino, basilico fresco, Parmigiano Reggiano stagionato ventiquattro mesi e pecorino scorza nera, rilettura di un piatto della memoria trasformato in una preparazione fragrante e ricca di profumi mediterranei.
Con “Re di Roma” il protagonista è stato il carciofo mammola, presentato sia cotto sia crudo su una pizza croccante, completata dalla sapidità elegante della bottarga di muggine. Un equilibrio tra consistenze e contrasti che ha valorizzato un ingrediente simbolo della tradizione romana.
Il viaggio è proseguito con “Mare Nobile”, una rustichella che ha unito gambero rosso, stracciata di bufala affumicata e caviale Kristal. La dolcezza naturale del crostaceo ha incontrato la morbidezza lattica della stracciata, mentre il caviale ha regalato profondità iodate e persistenza, trasformando una preparazione apparentemente semplice in un piatto di grande eleganza.
Tra i momenti più intensi della cena anche “Amatriciana Fritta”, una montanara preparata con pomodoro San Marzano, Guanciale di Amatrice e pecorino romano. La frittura asciutta e leggera dell’impasto ha esaltato la croccantezza esterna e la morbidezza interna, lasciando spazio alla sapidità del guanciale e alla ricchezza aromatica del pecorino.
Il finale è stato affidato a una selezione di dessert, pensata per accompagnare gli ospiti verso una chiusura equilibrata del percorso, mantenendo la stessa attenzione alla materia prima che ha caratterizzato ogni portata.
Dietro questo dialogo gastronomico emergono due percorsi professionali differenti ma complementari. Nato a Cecina nel 1993, Iacopo Iualè è cresciuto accanto ad Alain Ducasse tra Monaco e Parigi, sviluppando una cucina rigorosa, essenziale e contemporanea che mette l’ingrediente al centro di ogni preparazione. Diego Vitagliano, napoletano classe 1985, ha costruito la propria identità attraverso uno studio continuo di farine, lievitazioni, fermentazioni e processi enzimatici, fino a diventare uno dei nomi più influenti della pizza contemporanea grazie a impasti soffici, fragranti e altamente digeribili.
“Atto Secondo” ha dimostrato come linguaggi apparentemente lontani possano fondersi in un racconto coerente. L’alta cucina francese reinterpretata a Roma e la pizza napoletana contemporanea hanno trovato un terreno comune nella qualità assoluta delle materie prime, nel rispetto della tradizione e nella continua ricerca tecnica. L’evento ha confermato anche la vocazione di ROMEO Roma come luogo di contaminazione culturale e gastronomica, espressione della filosofia di ROMEO Collection, che integra ospitalità di lusso, architettura, design, arte, benessere e ristorazione d’autore in un’unica esperienza immersiva. Il risultato è stata una serata esclusiva, proposta al prezzo di 120 euro a persona, capace di raccontare una nuova idea di convivialità, dove ogni piatto ha rappresentato il punto d’incontro tra due visioni, due tecniche e due grandi protagonisti della cucina italiana contemporanea.





