L’unico ristorante stellato dell’intera provincia si trasferisce tra le vigne di Carmignano
Da settembre il ristorante 1 Stella Michelin guidato da Niccolò Palumbo diventerà il cuore gastronomico della tenuta fondata dalla famiglia Ceri, che amplia ospitalità, cantina ed esperienze per affermarsi come nuova destinazione in Toscana
Carmignano, territorio storico della Toscana vitivinicola, si prepara ad accogliere un nuovo progetto gastronomico e di ospitalità. A luglio, Paca, ristorante 1 Stella Michelin e unico indirizzo stellato della provincia di Prato, saluterà l’attuale sede cittadina per trasferirsi, dal mese di settembre, all’interno di Tenuta Ceri, azienda vitivinicola fondata nel 2006 dall’architetto Luca Ceri e oggi guidata dal figlio Edoardo.
Il passaggio segna l’incontro tra due realtà nate nello stesso territorio e accomunate da una visione precisa: costruire, attorno al paesaggio di Carmignano, un’esperienza capace di unire alta ristorazione, vino, accoglienza e cultura agricola.

Per Paca, aperto nel 2019 e guidato dallo chef Niccolò Palumbo, il trasferimento rappresenta una nuova fase di crescita: il ristorante entra in un contesto più ampio, dove cucina, vigna e ospitalità potranno dialogare in modo diretto, trasformando la materia prima e il paesaggio in parte integrante del racconto gastronomico.
Allo stesso tempo, Tenuta Ceri avvia un’evoluzione importante della propria identità. Non più soltanto azienda vitivinicola, ma progetto di destinazione: una tenuta che si rifà il look, amplia la propria offerta e mette a sistema produzione vinicola, cantina, degustazioni, ospitalità e proposta gastronomica. Il nuovo corso prevede infatti anche un polo ricettivo di sette suite, pensato per accogliere un pubblico interessato a vivere il territorio in modo completo, immersivo e contemporaneo.
In questo scenario, l’arrivo di Paca assume un valore strategico: porta dentro la tenuta l’unica Stella Michelin della provincia di Prato e rafforza il posizionamento di Carmignano come luogo capace di esprimere una Toscana autentica, agricola, colta e internazionale. Una Toscana profondamente riconoscibile: fatta di colline, vino, architettura, ospitalità e cucina d’autore.

“Da Tenuta Ceri possiamo sviluppare la nostra identità in relazione diretta con il territorio” afferma lo chef Niccolò Palumbo. “Cucina, vino e ospitalità dialogano in modo naturale, immersi in un paesaggio che entra letteralmente in cucina e che diventerà parte integrante del nostro racconto gastronomico”.
“L’ingresso di Paca rappresenta un passaggio naturale in un percorso avviato vent’anni fa” dichiara Edoardo Ceri. “Aggiunge alla tenuta una dimensione gastronomica coerente con la nostra visione imprenditoriale e con l’idea di accoglienza che stiamo sviluppando”.
Con il trasferimento di Paca, Tenuta Ceri inaugura così un nuovo capitolo: quello di una destinazione capace di tenere insieme vino, cucina, ospitalità e paesaggio in uno dei territori più identitari della Toscana. Un progetto che parte da Carmignano, ma parla a un pubblico sempre più interessato a esperienze complete, dove il ristorante non è più un luogo isolato, ma il centro di una geografia più ampia fatta di produzione, soggiorno, relazione e territorio.
RISTORANTE E HOSPITALITY
Con l’arrivo di Paca, Niccolò Palumbo assumerà la guida della proposta gastronomica di Tenuta Ceri in una forma più ampia rispetto al solo ristorante. Lo chef firmerà infatti non soltanto l’esperienza fine dining, ma anche le colazioni, la proposta dedicata agli ospiti delle suite e il banqueting per gli eventi ospitati dalla tenuta. Una regia trasversale, pensata per dare continuità all’accoglienza e costruire attorno alla tavola un racconto coerente, capace di accompagnare l’ospite nei diversi momenti della permanenza.
Per lo chef Palumbo, il trasferimento a Carmignano rappresenta anche un’evoluzione naturale della propria cucina. Dopo una prima fase legata in modo più netto al mare, la sua ricerca si è progressivamente aperta a una lettura più ampia del territorio: entroterra, orto, animali da cortile, selvaggina e fornitori selezionati per prossimità, etica e coerenza diventano oggi parte centrale del progetto. Resta fondamentale il rispetto della materia prima, interpretata attraverso salse, fermentazioni, salagioni e fondi, ma anche attraverso un utilizzo integrale dell’ingrediente, in una direzione consapevole, precisa e attenta all’ambiente.
Il nuovo ristorante nascerà all’interno di una struttura contemporanea concepita come prosecuzione dell’originaria casa colonica, oggi destinata ad accogliere le suite. La scelta architettonica segna volutamente l’ingresso di una nuova entità all’interno della proprietà: un volume moderno, riconoscibile, che dialoga con l’esistente senza mimetizzarsi e traduce anche sul piano visivo il nuovo corso di Tenuta Ceri.
La facciata riprenderà il tema del classico mandolato toscano, reinterpretandolo in una scala più ampia e accostandolo all’acciaio Corten. All’interno, l’essenzialità della resina a colore unico e le pareti rifinite a marmorino definiranno uno spazio pulito, rigoroso e materico.
Il risultato sarà un ambiente di forte coerenza estetica, capace di mettere in relazione passato e presente, memoria agricola e linguaggio contemporaneo, rafforzando l’identità di Tenuta Ceri come destinazione in cui cucina, vino, ospitalità e paesaggio trovano una nuova forma comune.

LA CANTINA E L’AREA HOSPITALITY
Tenuta Ceri si sviluppa su circa 40 ettari nel territorio di Carmignano, con 15 ettari vitati, 6 ettari di oliveti e una superficie restante distribuita tra bosco e seminativo arboreo. Una geografia produttiva e paesaggistica che racconta bene la natura del progetto: una tenuta agricola radicata nel territorio, costruita sull’equilibrio tra produzione, tutela dell’ambiente e continuità con il paesaggio toscano.
Il cuore operativo della proprietà è la nuova cantina, ultimata nel 2021 e concepita come un’architettura inserita nel declivio della collina. Sviluppata su circa 1.000 metri quadrati, la struttura asseconda il profilo geologico del terreno e integra soluzioni progettuali pensate per ridurre l’impatto ambientale e rendere autonomo il fabbisogno energetico complessivo.
Oggi la guida della cantina è affidata a Edoardo Ceri, che ha raccolto l’intuizione originaria del padre Luca e l’ha sviluppata in una direzione enologica sempre più riconoscibile. Un percorso che negli ultimi anni ha consolidato il profilo qualitativo dell’azienda, come confermano anche i riconoscimenti ottenuti: Cantina Emergente per il Gambero Rosso nel 2023 e Produttore Emergente per Doctor Wine nel 2024.
Accanto alla cantina, il nuovo corso di Tenuta Ceri prende forma anche attraverso l’area hospitality, pensata per trasformare la proprietà in una destinazione capace di accogliere gli ospiti oltre il tempo della degustazione. Il progetto nascerà dal recupero della casa colonica di metà Settecento, mantenendone canoni, volumi e altezze originari, con un lavoro sui materiali in continuità con l’identità agricola e paesaggistica del luogo.
Calce naturale, pozzolana, solai in legno e superfici di recupero dialogheranno con infissi in acciaio Corten, in un equilibrio tra memoria rurale e linguaggio contemporaneo. Il progetto di interior design rifletterà anche il percorso professionale di Luca Ceri, architetto e fondatore della tenuta: una fusione di stili, stratificazioni e riferimenti che richiama, per eclettismo e libertà compositiva, un’impostazione quasi jazzistica, mantenendo però saldo il legame con la Toscana e con la memoria delle case contadine.
Cantina e hospitality diventano così due assi complementari dello stesso progetto: da un lato la produzione vinicola, dall’altro l’accoglienza. In mezzo, il paesaggio di Carmignano come elemento unificante.
È su questa relazione che Tenuta Ceri costruisce la propria evoluzione: non più soltanto luogo di produzione, ma destinazione contemporanea in cui vino, architettura, ospitalità e territorio concorrono a definire una nuova idea di esperienza toscana.






