Locanda confini, a Dolo (VE): un luogo dove il cibo riscalda il cuore

Food News

Cristian Minchio ha aperto da pochissimo una nuova avventura con una squadra tutta sotto i 25 anni. 

Una grande tradizione alle spalle di Cristian, che lui ha portato avanti in una villa storica della Riviera del Brenta. Il figlio piccolo Filippo diciottenne è studente del 5. anno di scuola alberghiera e ha iniziato a lavorare e coordinare la sala. Mentre il figlio maggiore Alberto, 22 anni, sta finendo l’alta formazione e si aggiungerà al team della locanda nel 2026. 

Cristian Minchio si affida a una squadra tutta under 25. Secondo lui portano una grande forza ed una spinta energetica anche al livello di interessi e competenze. In sala ci sono Alice Rinaldo, che è con lui da quattro anni e Thomas Rossi, invece, è un nuovo pezzo della squadra. In cucina come executive chef troviamo Lukas Keci che ha solo 20 anni. Un branding fatto di giovani esperti nel settore pronti a lavorare e imparare. 

Cristian dice “Il menu è definito interamente dallo chef. Ho deciso di non interferire, perché ritengo che un progetto abbia valore solo se chi lo conduce può esprimersi in modo pieno e consapevole.”

Ha voluto dare un’impronta un po’ diversa, un fine dining più moderno e curato. La cucina non si limita con una proteina ma comprende carne, pesce e una scelta vegetariana. Una vasta scelta che si focalizza sulla materia prima e stagionalità, utilizzando la laguna come risorsa per pescare quello che il mare da al momento. L’orto di proprietà fornisce erbe, insalate e alcune verdure stagionali, contribuendo a un rapporto diretto tra ingredienti e costruzione dei piatti. Il menu cambia quattro volte all’anno con le stagioni, in più ce il menu giornaliero e la scelta pranzo. La Locanda Confini ospita anche pranzi e cene aziendali e feste privati. 

La villa prima di diventare Locanda Confini era Villa Fini. Il cambio del nome è venuto dal figlio di Cristian, Filippo, che un giorno durante un pranzo diceva “Perché non cambiamo il nome? Visto che siamo tra due confini, tra Dolo e Mira che sono due comuni della Rivera del Brenta.” “Oltre a quello noi, come famiglia, non abbiamo confini. Questo è il rapporto che abbiamo avuto da sempre” aggiunge Cristian Minchio.

Tra i piatti provati consigliamo il pesce spada affumicato con salsa di nocciola, uva fragola e semi di senape. A proseguire Il risotto mantecato con il dashi di Go’, foie gras vegetale e olio alla salicornia. Come secondo, la animella fritta con salsa carota e zenzero, fondo bruno di pecora e mizuna dell’orto della locanda. Come dolce conclusione gelato di sedano, mela e un pizzico di lime, sotto di cui ci nasconde un cruble al burro, mentre sopra ci si trova delle pere cotte nel vino – il tutto viene coperto di una spolverata di salvia e liquirizia e un tocco di olio di salvia per finire. 

Nel futuro della Locanda Confini è anche previsto l’aggiunta di camere e una parte di hotel/ agriturismo con una colazione ricca sempre fata in casa. 

Locanda Confini abbraccia tecniche, ingredienti ed esperienze generazionali con la sua cucina e il suo ambiente. Il fine dining reinventato. 

Locanda Confini
Dolo (VE) — Riviera del Brenta
Tel: 041 528 9449
ristorante@locandaconfini.com
info@locandaconfini.it

Testo a cura di Iben Nissum

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