Design, cucina d’autore e un concept che celebra le emozioni
Appena si oltrepassa la soglia di Allegrío di via Veneto a Roma, si ha la sensazione di entrare in un piccolo teatro dell’allegria. Le luci sono morbide, i colori saturi ma mai invadenti, i sorrisi del team di sala fanno subito capire che qui il fine dining ha un’anima pop, calorosa, profondamente italiana. L’idea è semplice e ambiziosa insieme: trasformare una cena in un viaggio emotivo, in cui ogni piatto diventa un pretesto per ricordare, sognare, sorridere. A orchestrare questa sinfonia di sapori e sensazioni ci sono l’Executive Chef Daniele Creti, il Pizza Chef Peppe Aiello e la Pastry Chef Silvia Moroni, guidati dalla visione creativa di Sabrina Corbo, anima del progetto.
Siamo nel cuore della via più iconica di Roma, quella della Dolce Vita, e non è un caso. Allegrío è un omaggio dichiarato a quell’epoca fatta di notti infinite, abiti eleganti, tavoli illuminati da candele e brindisi che sembravano non dover finire mai. Oggi quel mood viene reinterpretato con un linguaggio contemporaneo: il design gioca con materiali caldi, tessuti morbidi, tocchi pop, arredi colorati che cambiano tono e intensità a seconda della sala. La musica in sottofondo, mai invadente, accompagna il servizio con lo stesso ritmo di un camera car che risale via Veneto, tra hotel storici e nuovi indirizzi gourmet.



Il ristorante è infatti suddiviso in quattro ambienti principali, ognuno dedicato a un sentimento: Joyful, Lucky, Intrepid e In Love. La sala Joyful è un inno alla gioia pura, con toni luminosi, dettagli grafici e un’atmosfera vivace che invita alla convivialità più spontanea; è la sala in cui si brindano compleanni, traguardi, ricorrenze da ricordare. Lucky racconta la “fortuna” con nuance più avvolgenti, dettagli dorati, piccoli simboli portafortuna disseminati qua e là e un gusto quasi scaramantico per gli oggetti che, secondo la tradizione, “chiamano” buone notizie. Intrepid celebra il coraggio, con inserti materici, colori decisi, sedute importanti e un gioco di luci e ombre che la rende perfetta per chi ama osare, anche a tavola. In Love, infine, è la sala della passione: toni caldi, luci soffuse, angoli raccolti che sembrano fatti apposta per cene romantiche e lunghe chiacchiere fino a tardi, ma anche per chi ha voglia di festeggiare l’amore in tutte le sue forme, dall’amicizia alla famiglia.
Menù natalizio
In questo contesto, dove il design dialoga con l’anima della città, la missione è chiara: generare felicità. E a Natale questa promessa si moltiplica, trasformandosi in un vero e proprio racconto di festa. Per il 2025 Allegrío firma un menù natalizio che è un viaggio sensoriale tra tradizione italiana e tocchi creativi, pensato per scaldare il cuore e raccontare il lato più emozionale della cucina. Le proposte dialogano con le luci, con gli addobbi, con l’atmosfera del locale, come se ogni piatto fosse un frammento di sceneggiatura in una notte di festa sulla più celebre delle strade romane. A dominare sono i prodotti di stagione, le lunghe cotture, le salse che abbracciano, le consistenze giocate sui contrasti: croccante e morbido, caldo e freddo, dolce e sapido.
Il percorso si apre con una sequenza di antipasti dal nome cinematografico: “Jingle Bells Starters”. Le lenticchie, simbolo irrinunciabile di buon auspicio, diventano protagoniste di una misticanza elegante, giocata su contrasti calibrati. Allegrío le abbina al radicchio tardivo, croccante e delicatamente amarognolo, alle olive taggiasche dal gusto pieno e sapido e alle note agrumate della scorza d’arancia, che illumina il piatto con un tocco di freschezza. È un antipasto che sa di tradizione ma veste abiti contemporanei, perfetto per chi ama iniziare la cena con leggerezza senza rinunciare alla profondità del gusto.
A seguire, “Northern Lights” porta in tavola il mare delle feste italiane. Il baccalà fritto, dorato e fragrante, viene servito con puntarelle croccanti e una pioggia di chicchi di melograno che punteggiano il piatto come luci natalizie. La sapidità del pesce incontra l’amaro vegetale delle puntarelle e la dolcezza acidula del melograno, creando un equilibrio giocoso, quasi danzante. È il sapore delle vigilie di una volta, riletto però con una precisione tecnica e una cura estetica che parlano la lingua della cucina contemporanea.
Il cuore caldo del menù natalizio esplode nei “Rudolph’s Red Ravioli”, ravioli dal colore intenso che racchiudono un ripieno di castagne, morbido e avvolgente. Le castagne rimandano immediatamente ai camini accesi, alle passeggiate invernali, alle domeniche in famiglia: qui diventano l’anima di una pasta ripiena che gioca con consistenze e temperature. Il condimento è una piccola ode all’inverno: pere al vino brulè, vellutate e speziate, si intrecciano alla cremosità di robiola e gorgonzola, mentre un crumble di nocciole aggiunge la nota croccante che rende il morso completo. Un piatto che parla di comfort food e di alta cucina nello stesso respiro, perfetto per chi cerca in un primo piatto non solo gusto ma anche una storia da ricordare.
Non poteva mancare una pizza di Natale, perché da Allegrío la pizza è un linguaggio a sé, un terreno di sperimentazione continua. La “Jolly Holly Pizza” nasce dalla creatività di Peppe Aiello e porta in tavola una base soffice ottenuta da un impasto ad alta idratazione e lunga maturazione, lavorato con farine selezionate e un’attenta gestione delle lievitazioni. Su questo tappeto leggero e fragrante si stende una crema di Parmigiano Reggiano intensa e avvolgente. La provola filante aggiunge rotondità, il radicchio regala una piacevole punta amarognola, la riduzione di aceto di lamponi introduce un tocco acidulo e vibrante. A completare, un formaggio blu di capra dall’aroma deciso e ancora chicchi di melograno, che riportano il gusto al tema delle feste e illuminano ogni fetta con una croccantezza delicatamente dolce. È una pizza scenografica, pensata per sorprendere, nata per essere fotografata e condivisa.
Il gran finale, “Explosion of Christmas Joy”, è un rito da vivere in due. Più che un dessert, è un plateau di piccoli peccati di gola che fa sfilare in tavola l’alfabeto della pasticceria italiana delle feste. Arriva un panettone giocoso, ribattezzato “Panettotone”, con la sua trama soffice, l’uvetta e i canditi che profumano di arancia e cedro. Lo affiancano mini tiramisù al cucchiaio, stratificazioni minuscole ma perfette di savoiardi, caffè e crema al mascarpone. Ancora, mini frolle napoletane fragranti, piccole bombe ripiene di crema pasticcera, una torta caprese alle mandorle dalla consistenza fondente. Il vassoio parla di artigianalità e condivisione, invita al gioco dei “vuoi assaggiare il mio?”, trasforma il dessert in un momento corale, l’ideale chiusura di una cena di Natale in chiave metropolitana.






Inside Out by Allegrío: Emotional Dining Experience
Questo Natale gourmet è solo una delle anime di Allegrío, che da ottobre 2024 ha scelto di spingersi ancora oltre nel suo racconto gastronomico con il progetto “Inside Out by Allegrío”. Ispirato al film d’animazione Disney Pixar che ha dato volto e colore alle emozioni, il nuovo concept trasforma il menù in una mappa sentimentale in cui la cucina, la pizzeria e la pasticceria dialogano in una vera Emotional Dining Experience. Accanto alle emozioni storiche del locale – Gioia, Passione, Fortuna, Coraggio – arrivano Nostalgia, Rabbia, Invidia e Paura. Ogni emozione diventa una storia da raccontare a tavola, un piatto, una pizza, un dolce. Il cliente è invitato a scegliere non solo cosa ha voglia di mangiare, ma soprattutto come si sente, o come desidera sentirsi, lasciando che sia il gusto a dare voce al proprio stato d’animo.
La sezione dedicata alle pizze Inside Out è il manifesto creativo di Peppe Aiello. Le sue basi alternano l’impasto napoletano classico alla speciale Matta®, una firma della casa a metà strada tra Roma e Napoli, fino a pizzette fritte rifinite al forno. La ricerca su farine, lieviti e idratazioni è costante, così come l’attenzione alle cotture e alle temperature di servizio. “Joy” è la pizza della felicità: una base napoletana che profuma di forno a legna accoglie una crema di pecorino, mozzarella di bufala dolce e lattiginosa e pomodoro del piennolo giallo. In uscita, pomodorini confit, pesto di basilico, dressing di pomodoro corbarino e ricotta salata creano un mosaico mediterraneo di colori caldi e sapori brillanti, richiamo immediato a un’estate che non vuole finire mai.
“Nostalgia” è una pizza che abbraccia, quasi una coperta di sapori. L’impasto Matta® regge una crema di formaggio blu di capra, fior di latte, provola e guanciale croccante “San Rocco”. La zucca arrostita avvolge ogni boccone con una dolcezza leggermente affumicata, mentre le chips di patate viola e il basilico fresco in uscita donano un tocco cromatico e croccante. È la pizza dei ricordi di casa, delle domeniche lente, dei pranzi che non si vorrebbero finire mai, quella che profuma di forno acceso e chiacchiere in cucina.
“Envy” è verde, intensa, scenografica. Sempre su base Matta®, la crema di broccolo siciliano accoglie fior di latte, provola e Parmigiano; sopra, si alternano broccolo romanesco, cavoletti di Bruxelles rosolati nel burro, mais tostato e alici, con chips di cavolo nero, pecorino e basilico. È una pizza che chiede di essere fotografata, che provoca una certa sana invidia in chi l’osserva passare verso un altro tavolo e magari cambia ordinazione all’ultimo secondo.
“Lucky” è il portafortuna della carta: base napoletana, sugo di piennolo rosso, salsiccia succosa e una selezione di funghi – shiitake, cardoncelli, pleurotus – lavorati tra padella e gratin. In uscita, prezzemolo, basilico e ricotta salata chiudono il cerchio tra bosco e Mediterraneo, in un equilibrio sapido e festoso perfetto per brindare a un nuovo anno pieno di buone notizie, magari proprio nella sala che porta il suo nome.
“Fear” gioca con il buio, nel piatto e nell’immaginario. L’impasto Matta® al carbone vegetale, scurissimo, accoglie una crema di Parmigiano, fior di latte e patate. Il protagonista è il polpo grigliato, tenero e affumicato, accompagnato da pomodoro semi-dry, maionese al polpo, polvere di olive nere e basilico. Visivamente teatrale, al morso è un viaggio rassicurante: dietro l’idea della paura si nasconde una comfort zone di sapori profondi, marini, avvolgenti.
“Intrepid”, il coraggio, parla agli audaci. Su base napoletana, crema di Parmigiano e mozzarella di bufala preparano il terreno a una battuta di manzo servita in uscita, con carote marinate alla soia, maionese alla maggiorana, tartufo nero e olive nere. È una pizza che racconta la carne in modo inedito, che punta su profumi intensi e consistenze contrastate, scelta ideale per chi ama spingersi oltre la comfort zone.
“Anger” è una piccola esplosione controllata: non una pizza tradizionale ma un cubo di riso fritto, in stile Assisi, farcito con crema di Parmigiano e servito con ’nduja cremosa, pecorino Romano e prezzemolo. Un boccone compatto, piccante, che arriva in tavola come un piccolo fuoco d’artificio, perfetto da condividere come entrée o da ordinare “al centro” per assaggiare qualcosa di davvero diverso.
“In Love” è la dichiarazione più golosa del menù: base Matta®, crema di Parmigiano, provola, porchetta croccante e patate al forno. È una pizza carnale, generosa, fatta di morsi pieni e di sapori rotondi, perfetta da condividere – o da tenere tutta per sé – e ideale per inaugurare una serata tra brindisi, musica e sguardi complice.
La cucina di Daniele Creti interpreta lo stesso vocabolario emotivo con piatti che intrecciano ricordi e tecnica, Roma e Italia, tradizione e invenzione. C’è una pasta all’arrabbiata che diventa omaggio al piatto preferito del padre, lavorata sui toni del rosso – pomodoro, peperoncino, ’nduja – per raccontare la rabbia come energia, slancio vitale, non solo piccantezza. C’è un uovo croccante al carbone vegetale adagiato su una crema nera di Parmigiano Reggiano 24 mesi che richiama l’idea dell’uomo nero e della paura infantile, trasformata però in un piatto sontuoso e avvolgente. C’è la nostalgia di una cotoletta di vitello fritta alla maniera della nonna, alleggerita da una salsa al limone, burro e prezzemolo che la rende attuale, vibrante, perfettamente in linea con un gusto moderno e attento alle texture.
Il capitolo dessert è un romanzo a parte, firmato da Silvia Moroni. La sua pasticceria traduce le emozioni in dolci iconici, spesso giocando con i grandi classici della tradizione italiana. Il maritozzo “coraggioso” arriva in tavola affiancato da un Colosseo di cioccolato fondente all’85%, omaggio al coraggio dei gladiatori romani e alla capacità di Roma di non smettere mai di stupire. Una piccola crostatina di visciole e mirtilli diventa la metafora dell’“invidia” buona che ogni dessert ben riuscito sa scatenare al tavolo accanto. La “fortuna” è affidata a una pastiera napoletana profumatissima, la “passione” a un babà morbido e imbevuto alla perfezione. La “nostalgia” è racchiusa in un tiramisù che nasce dal ricordo del suo primo assaggio di caffè amaro, addolcito da una crema al mascarpone ancora calda di infanzia. La “gioia”, infine, esplode nella bomba fritta farcita con crema o Nutella, dichiarazione d’amore alla romanità più verace, quella che non rinuncia mai a un morso godurioso.
A completare l’esperienza, la carta dei vini curata dal sommelier e restaurant manager Davide Gelormini, che intreccia grandi etichette italiane, bollicine e proposte internazionali, sempre con l’obiettivo di esaltare il carattere emotivo dei piatti. Ogni abbinamento viene raccontato al tavolo, costruito come un dialogo con l’ospite, mai come una lezione frontale. La stessa filosofia anima le serate del weekend lounge DJ set e live music trasformano le sale di Allegrío in un salotto metropolitano in pieno Italian style, dove il confine tra cena, dopocena e night out si fa sottile.
Allegrío è così: un ristorante, una pizzeria gourmet, una pasticceria creativa e un luogo d’incontro che, soprattutto a Natale, diventa un laboratorio di emozioni. Tra piatti che raccontano storie, pizze che sembrano capitoli di un diario personale e dessert che sfiorano la pasticceria d’autore, via Veneto ritrova un indirizzo capace di far sorridere prima con gli occhi, poi con il cuore e infine con il palato. È il luogo giusto per chi cerca un Natale elegante e gourmand, ma anche per chi ha voglia di tornare a giocare con il cibo, scegliendo il proprio menù seguendo il filo delle emozioni. Perché qui ogni morso, davvero, è un’emozione. E non finisce qui: l’autunno e l’inverno di Allegrío sono scanditi anche da menu special mensili che coinvolgono cucina, pizzeria e pasticceria con piatti extra fuori carta, pensati per raccontare ingredienti di stagione, piccoli produttori, eccellenze del territorio laziale e non solo. Un motivo in più per tornare, mese dopo mese, e lasciarsi sorprendere da una tavola che cambia pelle seguendo il ritmo delle emozioni e delle stagioni.





