La nuova firma di chef Manuel Mistrangelo ridisegna il menu con una cucina circolare, internazionale e radicata nel territorio
Nel cuore dei Parioli, The Hoxton Rome definisce una nuova idea di ospitalità urbana dove design, convivialità e cucina dialogano in modo continuo. L’edificio anni Settanta accoglie gli ospiti con una lobby luminosa, arredi vintage, superfici materiche e richiami modernisti che costruiscono un ambiente fluido, pensato per vivere ogni momento della giornata. In questo scenario si inserisce Elio, ristorante identitario dell’hotel, oggi guidato dal resident chef Manuel Mistrangelo, chiamato a firmare una proposta gastronomica capace di unire Roma e mondo.
Classe 1987, Mistrangelo porta con sé un percorso tecnico e internazionale. Dalla panificazione alle cucine di alto livello, affina metodo e sensibilità tra Londra e Roma. L’esperienza da Hakkasan gli trasmette rigore e precisione. Il lavoro con Cristina Bowerman, tra Romeo e Glass Hostaria, consolida una visione contemporanea della cucina italiana. Seguono tappe decisive tra street food evoluto, fermentazioni e alta ospitalità, fino alle aperture di The Rome Edition e W Hotel. Un bagaglio che oggi si traduce in una cucina personale, concreta, costruita su tecnica, materia prima e rispetto delle risorse.
La linea di Elio segue un principio chiaro. Cucina etica, circolare, attenta allo spreco. Ogni ingrediente viene utilizzato nella sua totalità. Il pesce diventa sashimi, ceviche, brodi. Le verdure trovano nuove forme tra consistenze e cotture. Il risultato è un menu serale che alterna riferimenti riconoscibili a piatti di forte identità. Restano saldi capisaldi come Amatriciana, Cacio e Pepe, Milanese di vitello eseguiti con precisione. Accanto, emergono creazioni come il sashimi di ricciola Hamachi con latte di mandorla, gel al melograno e limone candito, dove acidità e dolcezza costruiscono equilibrio. Il carciofo alla giudia viene arricchito da una fonduta di parmigiano che ne amplifica profondità e cremosità.





La stagionalità guida ogni scelta. In primavera arrivano asparagi con caramello di latte e crumble di parmigiano, piatto che gioca tra note vegetali e tostature. Le carni si esprimono in preparazioni eleganti, come il filetto di manzo accompagnato da mela Pink Lady, dove freschezza e struttura si incontrano. Le materie prime vengono selezionate con attenzione, privilegiando filiere corte e prodotti di qualità, con un approccio che valorizza territorio e contaminazioni.
L’offerta si sviluppa lungo tutta la giornata. La colazione propone piatti alla carta, tra bakery fragrante, uova espresse e proposte dolci e salate. Il pranzo risponde a ritmi diversi, con piatti veloci e soluzioni più articolate. Nel pomeriggio entrano in scena gli Hox Classics, comfort food internazionale eseguito con cura, dallo Smash Burger al Club Sandwich. Il momento centrale resta l’aperitivo. Il momento dell’aperitivo rappresenta uno dei punti di forza. Dalle 18, la lobby si anima e la cucina accompagna la mixology con una proposta dedicata. Supplì, funghi in tempura e mini maritozzi con vitello tonnato costruiscono un percorso di assaggi che dialoga con i cocktail.
La parte beverage è affidata a Simone De Luca. La carta alterna classici e signature drink, con attenzione a equilibrio e tecnica. Non mancano proposte analcoliche strutturate, pensate con la stessa cura. Il brunch del fine settimana rappresenta un altro punto forte. Niente buffet, ma piatti espressi che garantiscono qualità. Avocado toast, pancake soffici, sandwich con pulled pork cotto lentamente definiscono un’esperienza completa, tra comfort e ricerca.





A completare il progetto, Cugino. Affacciato su strada, con ingresso indipendente, è un bar di quartiere che vive dalla mattina alla sera. Colazioni con prodotti da forno artigianali, pause pranzo informali, aperitivi dinamici. Uno spazio pensato per la comunità locale, dove studenti e residenti trovano un luogo accogliente. L’identità resta coerente con quella dell’hotel, tra design curato e atmosfera rilassata.
The Hoxton Rome consolida così un modello contemporaneo. Un luogo aperto, dove cucina, design e socialità si intrecciano. La firma di Mistrangelo rafforza il progetto con una visione concreta, costruita su tecnica, stagionalità e rispetto della materia. Un racconto gastronomico che evolve durante la giornata e accompagna ogni momento con coerenza e carattere.





