Dopo la sede operativa fissata nelle Langhe, la Guida Gialla consolida il legame con il Piemonte: al Salone del Libro l’annuncio della cerimonia di premiazione e il racconto di un nuovo modello di critica gastronomica, pensato per parlare al lettore e al turismo internazionale.
Torino e il Piemonte saranno il punto di partenza della nuova avventura italiana di Gault&Millau. La notizia è stata annunciata al Salone Internazionale del Libro di Torino, durante l’incontro ospitato all’Arena Piemonte, nello stand della Regione Piemonte, alla presenza del presidente Alberto Cirio, di Daniele Scaglia, General Manager e Chief Inspector di Gault&Millau Italia, e del giornalista enogastronomico Luca Iaccarino.
All’inizio del 2027, Torino ospiterà infatti la presentazione della prima Guida Gault&Millau Italia, segnando un passaggio decisivo per il debutto nazionale della storica Guida Gialla francese, nata negli anni Settanta da Henri Gault e Christian Millau e oggi presente in venti Paesi nel mondo. Una scelta che rafforza il legame già avviato con il territorio, dopo l’individuazione della sede operativa italiana nelle Langhe, al Réva Resort di Monforte d’Alba, dove si è svolta anche la formazione degli ispettori.
«Torino e il Piemonte saranno l’inizio di tutto», ha spiegato Daniele Scaglia. «Non era una scelta scontata per un brand internazionale come Gault&Millau, ma è stata una scelta che abbiamo sostenuto, con l’appoggio del presidente Alberto Cirio, perché crediamo che questo territorio negli ultimi anni abbia fortemente dimostrato la sua grandissima potenzialità gastronomica e turistica e la capacità di ospitare, organizzare e appoggiare grandi eventi e grandi progetti».
La scelta di Torino non arriva dunque come un episodio isolato, ma come ulteriore conferma di una centralità crescente della città nel panorama gastronomico internazionale. Negli ultimi anni il capoluogo piemontese ha ospitato appuntamenti di rilievo globale, dalle selezioni del Bocuse d’Or alla presentazione di The World’s 50 Best Restaurants nel giugno 2025, consolidando un ruolo sempre più riconoscibile tra alta cucina, cultura del cibo e progettualità turistica.
Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha sottolineato proprio questo passaggio, rivendicando la forza di un territorio che ha saputo trasformare prodotti, chef, paesaggi e cultura agricola in una piattaforma gastronomica contemporanea. «Torino e il Piemonte sono sempre più centrali nelle dinamiche della cultura e del gusto a livello globale», ha dichiarato, definendo l’anteprima internazionale di Gault&Millau un motivo di orgoglio e una conferma del lavoro svolto.
Ma il debutto italiano della Guida non riguarda soltanto una nuova mappatura dei ristoranti. La vera notizia è anche metodologica: Gault&Millau Italia arriva con l’obiettivo di proporre un racconto gastronomico diverso, più leggibile, più orientato all’esperienza e meno chiuso nel tecnicismo.
«Credo che in Italia ci sia bisogno di un racconto diverso della gastronomia, più contemporaneo, di una nuova critica gastronomica», ha affermato Scaglia. «A volte si fa l’errore di dimenticarsi del lettore. Noi consegniamo al lettore un’esperienza. Non entreremo nel dettaglio tecnico, che a volte per il pubblico può essere eccessivamente complicato, ma descriveremo l’insieme, dalla location all’arredo, cercando di consigliare il ristorante giusto per ogni esigenza. Vogliamo portare il cliente perfetto per quel ristorante in quel momento».
È un cambio di prospettiva importante, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove la critica gastronomica si muove da sempre tra autorevolezza, tradizione, classifiche, guide e racconto giornalistico. Gault&Millau sceglie di mettere al centro il lettore, non solo lo chef; l’esperienza, non solo la performance; il contesto complessivo, non solo il piatto. Una visione che guarda alla ristorazione come parte integrante del viaggio, della destinazione e del modo in cui un territorio viene percepito dal pubblico.
Anche la figura degli ispettori risponde a questa impostazione. Per coprire la prima area di valutazione — Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia e Trentino-Alto Adige — sono stati coinvolti oltre cento ispettori, formati nella sede piemontese di Gault&Millau Italia. Non professionisti della critica, ma persone abituate a mangiare fuori, capaci di osservare l’esperienza con lo sguardo del cliente reale, sempre in anonimato e pagando il conto.
Accanto alla valutazione, uno degli aspetti centrali sarà lo scouting. Gli ispettori non avranno soltanto il compito di recensire ristoranti già noti, ma anche quello di intercettare indirizzi, format, talenti e insegne capaci di interpretare la contemporaneità gastronomica. È proprio questa capacità di scoprire e promuovere nuovi protagonisti che, nel tempo, ha contribuito a rendere Gault&Millau uno dei punti di riferimento più riconosciuti a livello internazionale.
Il sistema di valutazione sarà basato su una griglia strutturata, pensata per garantire imparzialità e coerenza di giudizio. Il risultato finale si tradurrà nell’assegnazione delle Toques, da una a cinque: una Toque per i ristoranti gourmet con cucina solida, fino alle cinque Toques per le esperienze gastronomiche considerate davvero eccezionali.
La Guida Gault&Millau Italia avrà inoltre una sezione POP, dedicata alla ristorazione più informale. In questo caso non verranno assegnati punteggi né Toques, ma i locali saranno comunque recensiti e segnalati come indirizzi da provare per chi cerca una proposta più semplice, accessibile, identitaria e di qualità. Una scelta che amplia il perimetro della guida e intercetta una trasformazione ormai evidente: la buona cucina non vive soltanto nei ristoranti fine dining, ma anche in luoghi più quotidiani, capaci di raccontare un territorio con immediatezza e precisione.
L’obiettivo è ambizioso: coprire tutto il Nord Italia, Toscana compresa, entro il 2028, per poi arrivare a mappare l’intera penisola entro il 2030. Sin dalla prima edizione, la Guida sarà pubblicata in versione bilingue, italiano e inglese, con l’intento di parlare non solo al pubblico nazionale, ma anche ai viaggiatori internazionali.
La prima edizione sarà disponibile in formato cartaceo Limited Edition, acquistabile sul sito ufficiale di Gault&Millau Italia, e successivamente le recensioni saranno pubblicate anche online, gratuitamente consultabili.
Con l’annuncio al Salone del Libro, Gault&Millau Italia compie dunque un passaggio pubblico e simbolico: sceglie Torino per presentarsi, il Piemonte per radicarsi e una nuova idea di critica gastronomica per raccontare il Paese. Una critica che non si limita a giudicare, ma prova a orientare. Che non parla solo agli addetti ai lavori, ma anche a chi viaggia, prenota, sceglie, attraversa i territori attraverso la tavola.
Nel 2027, la Guida Gialla arriverà ufficialmente in Italia. E partirà da Torino, città che negli ultimi anni ha imparato a trasformare la propria identità gastronomica in una piattaforma internazionale.






