Hotel Locarno Roma, il gusto dei 101 anni. L’eleganza si serve in terrazza

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Dalla terrazza panoramica ai cocktail d’ispirazione giapponese, passando per il Rum 101 e la cucina di Domenico Smargiassi, il cinque stelle romano inaugura una stagione all’insegna dell’alta gastronomia.

L’Hotel Locarno continua a raccontare Roma attraverso il linguaggio dell’ospitalità d’autore. A pochi passi da Piazza del Popolo, questo storico cinque stelle celebra i suoi 101 anni con una stagione che rinnova l’esperienza gastronomica e la mixology senza tradire l’anima che lo ha reso uno degli indirizzi più affascinanti della Capitale. L’apertura delle iconiche Terrazze Locarno e Canossa segna l’inizio di un percorso che unisce alta cucina, ricerca sul bere miscelato e un’accoglienza che mette al centro il valore del tempo e delle relazioni.

Il fascino del Locarno nasce già dall’ingresso. L’edificio conserva il carattere della dimora storica con pavimenti originali, arredi d’antiquariato, opere d’arte, dettagli déco e ambienti che sembrano sospesi tra gli anni Venti e l’eleganza contemporanea. Le terrazze affacciate sui tetti di Roma amplificano questa atmosfera, trasformandosi in un raffinato salotto all’aperto dove la vista sulla città accompagna aperitivi, cene e dopocena. Ogni elemento d’arredo dialoga con la storia dell’hotel, creando un equilibrio tra autenticità e comfort. Anche le camere del piano nobile custodiscono le tradizionali chiavi in metallo, una scelta voluta dalla proprietaria Caterina Valente che invita gli ospiti a vivere il rapporto diretto con il personale, pur all’interno di una struttura completamente domotizzata.

Il cuore pulsante della nuova stagione è il bancone del bar, affidato all’head bartender Nicholas Pinna. Dopo un periodo di studio in Giappone, il professionista porta nella Capitale una filosofia ispirata alla precisione e alla pulizia della mixology nipponica. La nuova drink list rinuncia a numerosi classici internazionali per lasciare spazio a una selezione più essenziale, costruita su ingredienti ricercati e tecniche rigorose.

Tra i protagonisti spicca Komorebi, cocktail che abbina vodka di riso, yuzu e tè matcha, dove la freschezza agrumata incontra le sfumature vegetali del tè verde. Hanami rilegge invece il French 75 attraverso gin alla sakura, succo di limone, miele e Champagne, completato da una delicata pennellata di sakura edibile applicata direttamente sul bicchiere con un tradizionale pennello giapponese. Fujiko propone un’interpretazione orientale del Tommy’s Margarita grazie all’infusione di tequila reposado e mezcal affumicato con foglie di shiso, impreziosita da una crosta di sale, fragola fresca e pepe sansho. Ganbatte, infine, trasforma l’Old Fashioned utilizzando awamori, il celebre distillato di Okinawa, insieme a una riduzione di umeshu che dona profondità e una delicata vena fruttata.

La grande novità è però il Rum 101, nato per celebrare i 101 anni dell’hotel. Il progetto prende forma insieme alla Boatyard Distillery di Enniskillen, in Irlanda del Nord, dove Nicholas Pinna ha seguito personalmente ogni fase della lavorazione. Il distillato, ottenuto da canna da zucchero cubana, ha maturato tre anni in un’unica botte ex Pedro Ximénez sviluppando profumi di cacao, frutta secca, uvetta e spezie dolci. L’imbottigliamento avviene a 101 proof, pari a 50,5 gradi alcolici, con una produzione limitata di appena 101 bottiglie numerate riconoscibili dalla caratteristica etichetta verde decorata con il Jolly Roger. Trenta esemplari sono destinati agli ospiti delle suite, mentre le restanti bottiglie trovano spazio dietro il bancone del cocktail bar.

Per valorizzarne ogni sfumatura aromatica, Pinna ha creato quattro ricette dedicate. Il Daiquiri esalta la componente agrumata e mantiene un sorso asciutto ed equilibrato. Il Presidente sfrutta invece il carattere morbido del rum per costruire una miscelazione elegante e vellutata. Psycho Killer gioca sul contrasto tra passion fruit e pepe nero, ingredienti scelti per esaltare le note di cacao e tostatura del distillato. Tropic Thunder, ispirato alla tradizione tiki, dimostra invece quanto il Rum 101 riesca a mantenere personalità e struttura anche accanto a spezie, succhi tropicali e componenti aromatiche più intense.

Se il bar sperimenta nuovi linguaggi, la cucina resta fedele alla propria identità. Lo chef Domenico Smargiassi continua a costruire un menu che valorizza ingredienti di eccellenza e ricette riconoscibili, senza rincorrere tendenze passeggere. L’Amatriciana Grand Cru rappresenta la sintesi di questa filosofia, con una selezione rigorosa delle materie prime e una lavorazione rispettosa della tradizione romana. I Tagliolini al gambero rosso di Mazara del Vallo esaltano la dolcezza naturale del crostaceo attraverso una preparazione essenziale, mentre il Club Sandwich Masterpiece trasforma un grande classico internazionale in un piatto ricco, generoso e perfettamente bilanciato.

La proposta attraversa l’intera giornata. Pizza e Mortazza interpreta con ironia uno dei sapori simbolo della Capitale. La Frittura di mare accompagnata da maionese al lime punta sulla leggerezza della panatura e sulla freschezza del pescato. La selezione di salumi comprende il Prosciutto di Parma stagionato 24 mesi e la prestigiosa Paleta di Pata Negra Cinco Jotas, serviti con pane fragrante e condimenti essenziali per valorizzarne ogni sfumatura gustativa.

Tra gli antipasti emergono le Alici di Sciacca adagiate su pan brioche con stracciatella e battuto di prezzemolo, un equilibrio tra sapidità, cremosità e note erbacee. Il Vitello tonnato in vigna conferma l’attenzione verso i grandi classici italiani reinterpretati con misura, mentre il Tataki di filetto friulano extra marezzato propone una carne selezionata cotta rapidamente per preservarne succosità e intensità aromatica.

Anche il capitolo dei dessert mantiene la stessa impostazione. La Cheesecake ai limoni della Costiera Amalfitana valorizza agrumi profumati e freschezza naturale, mentre la Crostata con ricotta e visciole rende omaggio alla più autentica tradizione romana grazie al perfetto equilibrio tra la dolcezza della crema e la vivace acidità del frutto.

La carta beverage accompagna il percorso gastronomico con Champagne, grandi etichette italiane e una selezione internazionale studiata per dialogare con la cucina dello chef e con la proposta di mixology. Bianchi minerali, rossi strutturati e bollicine metodo classico trovano spazio accanto ai cocktail signature, offrendo agli ospiti un’esperienza costruita con coerenza dall’aperitivo fino al dessert.

Premiato con la Chiave Michelin e inserito nella selezione 50 Best Discovery, l’Hotel Locarno continua così a distinguersi come una delle destinazioni gastronomiche più eleganti della Capitale. Nato nel 1925 durante l’Anno Santo per iniziativa di una famiglia svizzera, conserva ancora oggi il celebre manifesto realizzato dall’illustratore Anselmo Ballester, primo tassello del profondo legame con il mondo dell’arte. Nel corso dei decenni le sue sale hanno accolto personalità della cultura, del cinema e dello spettacolo. Federico Fellini e Giulietta Masina ne fecero uno dei loro luoghi del cuore, mentre oggi continua a conquistare registi come Wes Anderson e una clientela internazionale alla ricerca di autenticità. Tra terrazze panoramiche, cucina d’autore e cocktail che guardano al Giappone, il Locarno dimostra che la vera eleganza nasce dall’equilibrio tra memoria, innovazione e cura assoluta del dettaglio.

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