Langhe all’incanto: Barolo en Primeur porta l’eccellenza oltre i confini

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Tra le colline delle Langhe, il Barolo si prepara a parlare la lingua universale dell’eccellenza, grazie a Barolo en Primeur, progetto di responsabilità sociale promosso da
Fondazione CRC e Fondazione CRC Donare ETS con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. Un appuntamento che per la quinta volta farà incontrare il tempo lento delle Langhe con l’energia di capitali come Londra, New York e Hong Kong.

Il 24 ottobre, nelle sale del Castello di Grinzane Cavour, andranno all’incanto sotto il martelletto di Christie’s quattordici barrique di Barolo Gustava, vinificate da Donato Lanati con l’intento di restituire la pluralità di interpretazioni di un’unica vigna storica, già cara a Camillo Benso. Una quindicesima barrique seguirà il 9 novembre, durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, proiettando l’incanto fino a Hong Kong.

Barolo en Primeur al Castello Grinzane Cavour

Ogni barrique, destinata a trasformarsi in 270 bottiglie, incarna un frammento irripetibile di terroir, mentre otto lotti comunali di Barolo e Barbaresco — oltre 900 bottiglie donate da più di 80 cantine — completano un catalogo che parla la lingua della coralità e della condivisione. In quattro edizioni, il progetto ha già raccolto oltre 3,4 milioni di euro per più di settanta progetti sociali e culturali, confermandosi modello di filantropia territoriale capace di dialogare con il mondo.

L’edizione 2025 si distingue per due innovazioni decisive. La prima riguarda la logistica: Fieramente garantirà spedizioni gratuite in tutto il mondo, offrendo a collezionisti e investitori un servizio globale e puntuale. La seconda tocca il tema cruciale dell’autenticità: ogni bottiglia sarà protetta da un tag NFC invisibile, sviluppato da Tesisquare e Autentico Srl, contenente un codice crittografato impossibile da clonare. Attraverso la scansione, si aprirà una scheda digitale con tracciabilità completa, note organolettiche di Donato Lanati, giudizi en primeur di Antonio Galloni e persino una webcam live sulla Vigna Gustava e sul Castello, tutelando il valore e accrescendo l’esperienza.

Come sempre, a Barolo en Primeur il vino dialoga anche con l’arte, e l’etichetta 2025 porta la firma di Giulia Cenci, tra le voci più potenti dell’arte contemporanea internazionale. La sua self-devouring figure è un disegno sospeso tra identità e metamorfosi, in cui il volto dell’artista e un fiore si intrecciano in una tensione poetica. Un’immagine che risuona con i valori di dono e trasformazione alla base di Barolo en Primeur.

In un contesto globale segnato da incertezze, l’asta delle Langhe di Barolo en Primeur riafferma la forza del meccanismo en primeur come strumento anticiclico, capace di stabilizzare la domanda di fine wine e rafforzare legami tra produttori, collezionisti e mercati. Non sorprende che, da Grinzane Cavour, il nome di Barolo e Barbaresco continui a risuonare nei salotti internazionali, come simbolo di affidabilità e cultura.

Un vino che va oltre il calice: Barolo en Primeur 2025 non è solo un’esperienza di degustazione, ma un invito a partecipare a un incanto che unisce terroir, filantropia e visione globale.

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