CAFÈ ROMANO: L’AUTUNNO A TAVOLA NEL SALOTTO GOURMET DELL’HOTEL D’INGHILTERRA A ROMA

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A Roma ci sono indirizzi che non si limitano a esistere: custodiscono storia, stile e bellezza discreta. Il Cafè Romano, ristorante del prestigioso Hotel d’Inghilterra – Starhotels Collezione, dove il lusso non è ostentato ma sussurrato con la naturalezza di chi conosce bene il valore del tempo, uno di quei luoghi in cui l’eleganza non viene raccontata: si respira. Siamo a pochi passi da Piazza di Spagna e via Condotti, nel cuore pulsante del lusso romano, dove boutique, storia e lifestyle convivono con naturalezza.

Ad un anno dall’importante restyling del 5 stelle, il Cafè Romano presenta il suo nuovo menu autunnale: non una semplice carta, ma un percorso sensoriale che racconta Roma attraverso i suoi ingredienti, le sue stagioni, i suoi ritmi e le sue radici gastronomiche. Una cucina che parte dal territorio e lo nobilita con finezza, tecnica e leggerezza.

A renderlo speciale è la firma dello chef Andrea Sangiuliano, romano, elegante nei gesti, diretto nel pensiero: un cuoco che non sovrasta gli ingredienti, ma li ascolta.

UN RISTORANTE COME UN SALOTTO PRIVATO

Entrare al Cafè Romano significa accedere a un salotto privato dall’atmosfera intima e raffinata. Le luci sono calde, i velluti incontrano legni scuri e dettagli in ottone, le sedute avvolgono come poltrone di una dimora aristocratica. Il rosso dialoga con il nero e l’oro, la mise en place essenziale sapientemente studiata, e ogni tavolo sembra pensato per ospitare conversazioni importanti, incontri speciali, momenti da ricordare.

I coperti interni sono 40, intimi e distribuiti come in una residenza privata. Altri 40 sono all’esterno, nel dehor affacciato su via Borgognona: un elegante microcosmo urbano dove le giornate romane sembrano più luminose che altrove, anche nei mesi più freddi.

Il ristorante è aperto dalla colazione al dopocena, accogliendo ospiti e romani con la stessa discrezione glamour.

L’Hotel d’Inghilterra è una dimora, non solo un hotel”, ricorda il General Manager Massimo Colli, sottolineando come la struttura apre le sue porte anche alla città, non solo ai viaggiatori.

LO CHEF: ANDREA SANGIULIANO, LA VOCE DEL TERRITORIO

La cucina di Andrea Sangiuliano ha una filosofia chiara: togliere, non aggiungere. Lasciare che la materia prima si racconti. Nato e cresciuto a Roma, tra i profumi della cucina familiare e le tradizioni tramandate più con le mani che con le parole, Sangiuliano ha affinato la sua identità in contesti d’eccellenza: dall’Hotel de Russie sotto la guida di Fulvio Pierangelini, all’esperienza internazionale al Beau Rivage di Losanna. Ma ciò che lo definisce, oggi, non è il curriculum: è la sua idea di cucina. «La mia cucina non vuole dominare l’ingrediente ma accompagnarlo, rispettarlo, lasciarlo parlare», afferma. È una frase che sembra semplice, ma trova concretezza in ogni piatto del nuovo menu autunnale a Km Lazio, dove il prodotto locale è protagonista assoluto. Con l’arrivo della sua brigata, il Cafè Romano ha trovato una direzione precisa: quella di una Roma contemporanea, colta, minimalista nel tocco ma profonda nei sapori.

IL MENU AUTUNNALE: UN RACCONTO DEL TERRITORIO A “KM LAZIO”

Il nuovo menu si sviluppa dalla colazione al dessert come un racconto sensoriale: un percorso che evolve con il ritmo della giornata e della stagione. La filosofia è chiara: ingredienti italiani, quando possibile laziali, selezionati da piccoli produttori, pescatori, allevatori e artigiani del gusto. “Questo menu è un ritorno alle radici. Una conversazione con la stagione e con la verità dei sapori”, spiega lo chef.

IL PRANZO: VELOCITÀ, ELEGANZA, IDENTITÀ

La carta del pranzo è più leggera e dinamica, pensata per chi vive la città ma non rinuncia alla qualità. Tra i piatti più rappresentativi: Carpaccio di marmora alla puttanesca, giocato tra la salinità mediterranea e la delicatezza del pesce azzurro; Fusillo Pastificio Mancini al ragù nero di seppie, un incontro di mare e tradizione marchigiana reinterpretata per Roma; Tajine di pollo ruspante alla romana, un ponte aromatico tra Medio Oriente e cucina domestica laziale; Le pizze al padellino, fragranti, soffici, irresistibili: micro-esercizi di stile sulla tradizione italiana.

LA CENA: STAGIONE, MEMORIA E AUDACIA CONTEMPORANEA

Al calare della sera, il menu si trasforma: diventa più emozionale, più narrativo. Tra i protagonisti: Insalata di rape rosse marinate al latte di mandorla: elegante, vegetale, espressiva; Tartare “La Nostra” con nocciole del Viterbese e loti maturi: un equilibrio dolce-acido-croccante da manuale; Fiore di zucca croccante con cuore cacio e pepe: un tributo a Roma, ma con un cuore fuso sorprendente; Tubetti in salsa di coda e fonduta di caciocchiato di Formia: comfort food raffinato; Tagliolini cacio e pepe con gamberi rossi, lime e menta: un azzardo calibratissimo; Bistecca di cavolfiore con salsa e crumble di nocciole romane: l’orto come protagonista.

Sangiuliano racconta così la sua visione: “Se l’ingrediente è straordinario, io mi limito a sfiorarlo. Le alici con burro e limone non hanno bisogno di altro. I cannolicchi chiedono solo una breve scottata.”

IL FINALE DOLCE: L’AUTUNNO SI FA PIUMA

Il capitolo dessert continua la narrazione territoriale. Dolci eleganti, mai invadenti: chiusure che accompagnano, non sovrastano. Tra questi spiccano il Montblanc, con castagne dei Monti Cimini; Ricotta e pera Spadona, alleggerita e modernissima nella texture. 

L’ESPERIENZA SI COMPLETA SUL ROOFTOP

Il rinnovamento dell’hotel ha portato anche alla nascita di Terrazza Romana, il rooftop bar curato dal Bar Manager Angelo Di Giorgi: un mosaico di signature cocktail, aromi mediterranei e vista sospesa sui tetti della capitale. Un luogo perfetto per iniziare o concludere una cena al Cafè Romano: silenzioso, raccolto, incredibilmente romano.

UN HOTEL CON UNA STORIA CHE CONTINUA A SCRIVERSI

L’Hotel d’Inghilterra è uno di quei luoghi in cui passato e presente non si scontrano: conversano. Qui hanno soggiornato Audrey Hepburn, Mark Twain, Oscar Wilde, Elizabeth Taylor, Ernest Hemingway, e oggi il restyling restituisce quell’identità storica con nuance contemporanee curate da maestri artigiani italiani.

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