L’evoluzione di Städlin a Roma: dieci anni e un nuovo capitolo di gusto. Nasce il ristorante che dialoga con la mixology

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Städlin compie dieci anni e torna a riscrivere la propria identità con un progetto che segna un’evoluzione naturale, quasi inevitabile: Städlin 2.0, un nuovo percorso di ristorazione che affianca e amplifica l’anima cocktail del locale. La famiglia Coticoni — Andrea, Elisabetta, Edoardo e Mattia — guida con il consueto equilibrio tra visione e istinto questo passaggio, trasformando un indirizzo storico a Roma tra Portuense e Trastevere in un laboratorio contemporaneo di gusto, atmosfera e socialità.

L’ingresso nella ristorazione non nasce dal desiderio di cambiare rotta, ma dalla volontà di completare un’esperienza che negli anni ha saputo generare comunità. “L’evoluzione di Städlin nasce dall’ascolto del pubblico”, raccontano. Un ascolto che ha portato alla creazione di nuovi spazi — vibranti, accoglienti, curati nei materiali e nelle luci — e di una sala privata dotata di angolo bar e postazione dj, dove la convivialità diventa personalizzata e su misura. È in questo scenario che si inserisce la cucina di chef Davide Vitiello, anima gastronomica del nuovo progetto, professionista con un percorso costruito tra Italia ed Europa e una sensibilità capace di unire memoria, tecnica e design del piatto.

Il suo primo menu, autunnale, racconta una cucina immediata ma profondamente pensata, dove la tradizione dialoga con le consistenze, le cotture moderne e l’attenzione al dettaglio. I blini con stracciatella di bufala e salmone marinato aprono il percorso con eleganza: piccoli, soffici, equilibrati, pensati per introdurre l’ospite alla sua idea di comfort food evoluto. Poi arriva la zuppa di zucca con amaretti croccanti, un gioco di dolcezza e sapidità che precede uno dei piatti più intensi della carta: il manzo battuto al coltello, crema al tuorlo e nocciole tostate, omaggio alla materia prima e alla sua capacità di rimanere protagonista nonostante la struttura del piatto.

La sezione dedicata ai fritti rivisita la romanità con leggerezza: la tempura di carciofi al tartufo nero esprime finezza aromatica, mentre il supplì cacio e pepe con pere è un divertissement che gioca sul contrasto tra cremosità e freschezza. Nei primi piatti, Vitiello lascia emergere tecniche precise e un gusto rotondo: gli gnocchi alla zucca con pesto di rucola mostrano una mano sicura, mentre il risotto con porcini e castagne è un abbraccio caldo che definisce l’identità stagionale del menu, con note boschive che richiamano la cucina del Nord pur restando ancorate alla tradizione italiana.

Anche i secondi sorprendono per costruzione e carattere. Il filetto di maiale in crosta di pistacchi punta su un equilibrio perfetto tra dolcezza, croccantezza e una salsa morbida che amplifica la succosità della carne. Il fish’n’chips 2.0 reinterpreta un grande classico con una frittura asciutta e una maionese al limone che dona verticalità al piatto, mentre il calamaro scottato su insalata di lenticchie lavora su toni mediterranei, puliti, essenziali. Per chi cerca un approccio più informale, la carta propone una serie di panini gourmetscrocchiarelle farcite, perfette per accompagnare un drink senza rinunciare alla qualità.

Ed è proprio il dialogo tra cucina e mixology l’elemento che rende unica la nuova identità di Städlin. Il bar, guidato dal bar manager Daniele Arciello, rimane il cuore pulsante del locale. La drink list è costruita per incontrare e valorizzare i sapori del menu: cocktail aromatici accanto a proposte più decise, miscelazioni che esplorano botaniche, fermentazioni, infusioni e distillati di ricerca. “Qui la mixology è una forma d’arte”, racconta Arciello, “un linguaggio che deve parlare con i piatti, completarne le sensazioni, anticiparne i profumi”. Nascono così pairing pensati per percorsi degustazione o per una serata più libera, con drink capaci di sorprendere grazie a acidità bilanciate, spezie calibrate, texture setose.

Il design accompagna il racconto gastronomico: materiali industriali che incontrano elementi più morbidi, giochi di ombre, una palette che avvolge senza appesantire. Ogni spazio è progettato per accogliere ritmi diversi del vivere urbano: cene lente, aperitivi dinamici, after dinner musicali, eventi privati. Städlin resta, in fondo, un organismo vivo: un luogo che cambia con le persone che lo abitano, che cresce senza rompere la propria identità.

Una storia che comincia nel 2015, quando la famiglia Coticoni decide di rilevare il locale e trasformarlo in un punto di riferimento per Roma. Un decennio fatto di scelte, rischi, investimenti e visioni condivise con uno staff che oggi rappresenta un’estensione della famiglia stessa. Nasce così ciò che molti clienti definiscono “il Mood Städlin”: un mix di energia, inclusione e continuità emotiva che non si può sintetizzare, ma solo vivere.

Con l’arrivo della ristorazione, Städlin compie il suo passo più maturo. Non perde la sua anima, la amplifica. Non abbandona il cocktail bar, lo completa. E offre alla città un luogo in cui cucina, design, musica e mixology entrano finalmente in armonia, costruendo un’esperienza che, come tutte le cose nate con cura, continuerà a evolversi senza fretta, ma senza sosta.

Il Menù di Städlin 2.0

La nuova cucina di chef Davide Vitiello

APPETIZER
Un’apertura giocata su consistenze e contrasti:
• Blini con stracciatella di bufala e salmone marinato alla barbabietola, con uova di lompo.
• Zuppa di zucca con salvia croccante e amaretti.
• Tortina alla carota con porcini e ristretto di aceto balsamico.
• Flan di broccolo romanesco con fonduta di pecorino.
• Manzo battuto al coltello con crema al tuorlo e nocciole tostate.
• Spiedini di datteri in crosta di guanciale con salsa baconnaise.

I FRITTI
La tradizione romana incontra tocchi creativi:
• Tempura di carciofi con maionese al tartufo nero.
• Polpette picchiapò con maionese alle erbe.
• Supplì cacio, pepe & pere, iconico e sorprendente.

I PRIMI PIATTI
Piatti avvolgenti e tecnici, costruiti sulla stagionalità:
• Gnocchi alla zucca con pesto di rucola e caprino.
• Linguine all’aglio nero fermentato BIO con calamari scottati e mollicata al pomodoro crusco.
• Rigatoni alla crema di broccolo romanesco, mandorle tostate e crudo croccante.
• Risotto ai porcini mantecato con burro alle erbe e castagne.

I SECONDI
Interpretazioni moderne tra croccantezza e rosolature perfette:
• Fish’n’chips 2.0 con maionese al limone.
• Filetto di maiale CBT in crosta di pistacchi, con salsa dedicata.
• Pollo croccante al panko con patate dolci fritte.
• Calamaro scottato su insalata di lenticchie e finocchietto selvatico.

SCROCCHIARELLE & PANINI GOURMET
Croccantezza e abbinamenti ricercati:
• Scrocchiarelle classiche con San Daniele DOP, crema di zucca, peperone crusco o salmone marinato.
• Versioni ripiene con broccolo romanescoporcini saltati, guanciale croccante o zucca, pere e amaretti.
• Panini signature: Cheeseburger home madePorcini BurgerFilet-o-Fish e Pulled Pork.

DESSERT
Finale vellutato e goloso:
• Tiramisù classico.
• Cheesecake alla zucca con sciroppo d’acero.
• Mousse al fondente con sale Maldon.
• Cubo di spugna con visciole e salsa inglese, da abbinare al Rum Don Papa per un pairing speciale.

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