SFIZIO: TRA ROMA E NEW YORK, L’ARTE DELLA PIZZA D’AUTORE

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La New York Style Made in Italy che unisce eredità, ricerca e spirito contemporaneo. La visione gastronomica di Leonardo per uno stile unico che non segue le mode

Di fronte alla Stazione Termini, crocevia instancabile di viaggiatori, lingue e storie, c’è un indirizzo che da oltre settant’anni custodisce un’idea di accoglienza autentica e oggi racconta una delle pizze più originali di Roma. SFIZIO non è soltanto una pizzeria: è un racconto familiare che attraversa il Novecento e arriva fino al presente, intrecciando memoria, ricerca gastronomica e uno sguardo internazionale. In occasione della Settimana del World Pizza Day 2026, questo luogo simbolico celebra la sua identità con una proposta che non rincorre le mode, ma afferma uno stile preciso, riconoscibile, coerente tutto l’anno.

La storia inizia nel 1948, quando Titì lascia la Sicilia per portare nella Capitale i profumi della sua terra. Nasce il Bar Pasticceria Etna, punto di riferimento per dolci semplici e sinceri, fatti con ingredienti veri e con l’idea, allora rivoluzionaria, di far sentire ogni cliente a casa. Negli anni il locale cambia nome, ma non anima. Diventa Sfizio e attraversa quattro generazioni, mantenendo saldo il legame con l’artigianalità. Oggi alla guida c’è Leonardo, pronipote del fondatore, romano classe 1991, cresciuto tra il bancone del locale e la campagna, dove produce il proprio olio extravergine e alleva galline, in un dialogo continuo tra città e natura.

Il suo percorso è tutt’altro che lineare. Prima di tornare a casa, Leonardo viaggia e lavora tra Londra, Sydney, Melbourne, Philadelphia e Granada. Esperienze che gli insegnano che la cucina è un linguaggio universale, capace di accogliere contaminazioni senza perdere identità. La formazione passa dal Gambero Rosso, dall’ANPA e da corsi professionali di cucina e pizzeria. Nei ristoranti affina una visione personale che oggi applica alla pizza come fosse un piatto d’autore, uno spazio di espressione dove tecnica, memoria e creatività convivono.

In una città divisa tra la croccantezza sottile della pizza romana e la morbidezza della napoletana, Sfizio sceglie una terza via: la New York Style Made in Italy. Una scelta identitaria, che affonda le radici negli anni Novanta, quando Giuseppe, nonno di Leonardo, rientrò da New York portando con sé l’idea del trancio generoso. Oggi quella visione prende forma in pizze da 45 centimetri, servite in spicchi abbondanti, con un impasto soffice ma strutturato, una base leggermente caramellata e una straordinaria capacità di sostenere topping complessi. “È un equilibrio tra eredità e identità personale”, racconta Leonardo. “Voglio parlare al romano e al viaggiatore internazionale senza offrire cliché”.

Il menù è un racconto gastronomico che alterna ricordi e ricerca. La Marinara Mediterranea nasce da un’idea evocativa: ricreare il profumo del mare aggiungendo alla salsa di pomodoro alghe come lattuga di mare e fagiolino di mare, selezionate dopo uno studio sulle erbe spontanee della macchia mediterranea. La Roma-Seul è un incontro audace tra porchetta romana e kimchi coreano, sintesi perfetta di viaggi e contaminazioni. La Sfungata è invece una celebrazione del bosco, con cinque varietà di funghi – pleurotus, champignon, chiodini, cardoncelli e porcini – lavorati singolarmente e armonizzati da una salsa al prezzemolo e aglio.

La filosofia di Sfizio passa anche da una scelta radicale: il 98% dei prodotti è fatto in casa. Dalla colazione, con cornetti artigianali e maritozzi soffici, ai supplì e agli arancini preparati con Riso Maestro, fino ai dolci come tiramisù e cheesecake. L’impasto della pizza utilizza farine selezionate, arricchite da farina di semi integrale. La mozzarella di bufala arriva dalla Tenuta Pontoni, i formaggi dal Caseificio Pallotta, la ’nduja da un artigiano calabrese. In carta vini di piccoli produttori come Gozzellino, Messori, Rallo e Saragano, birre Baladin, kombucha Orti Geometrici, succhi di mela artigianali dal Friuli e il caffè di Fabrizio Rinaldi. “Il prodotto fatto in casa è identità”, spiega Leonardo, “ed è una forma di rispetto”.

Aperto dalla mattina alla sera, Sfizio accompagna il ritmo della città: colazioni con specialty coffee, flat white, matcha latte e golden milk; panini, piadine e tramezzini per chi è di passaggio; pizze a tranci capaci di saziare con due spicchi; dolci della casa e bevande artigianali. Il locale, moderno e accogliente, è oggi uno dei pochi presìdi indipendenti di qualità nell’area di Termini.

Lo sguardo è già rivolto al futuro, con nuove pizze in fase di test, come quella con pulled castrato, salsa verde e spezie nordafricane, o una reinterpretazione della pizzaiola con straccetti di manzo e chiodi di garofano. Ogni proposta entra in carta solo dopo il giudizio della clientela.

C’è infine un impegno che va oltre la cucina. Ogni domenica, insieme a Mama Termini, Sfizio prepara pasti caldi per i senzatetto. Con il progetto Pizza Sospesa, ispirato alla tradizione napoletana, ogni cliente può lasciare una pizza già pagata. “Non è beneficenza, è comunità”, dice Leonardo. Dal dopoguerra a oggi, Sfizio continua così a essere casa, laboratorio e bottega, un manifesto di quell’Italia capace di evolversi senza tradirsi.

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