Bvlgari Hotel Roma accende “l’Estate italiana” con il Pizza Bar di Pier Daniele Seu e il gelato artigianale di Niko Romito.

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L’estate italiana ha un profumo preciso. Sa di impasto che lievita lentamente, di basilico appena raccolto, di gelato artigianale gustato passeggiando al tramonto e di tavole condivise sotto il cielo. È da questa idea che nasce “L’Estate Italiana”, il nuovo progetto firmato Bvlgari Hotels & Resorts, un percorso gastronomico che attraversa le proprietà della collezione nel mondo e che trova nel Bvlgari Hotel Roma una delle sue espressioni più affascinanti.

Più che una proposta stagionale, si tratta di un racconto costruito intorno a due simboli universali della cultura gastronomica italiana: pizza e gelato. Due icone popolari che Bvlgari reinterpreta in chiave contemporanea attraverso la collaborazione con due protagonisti dell’alta cucina italiana, Pier Daniele Seu e Niko Romito. Non si tratta, attenzione, di una semplice proposta culinaria stagionale. Silvio Ursini, Executive Vice President del Gruppo Bvlgari, è stato chiaro: «L’Estate Italiana è molto più di una proposta gastronomica: è un’esperienza immersiva che celebra lo spirito vibrante dell’estate italiana e porta agli ospiti di tutto il mondo un assaggio autentico dell’artigianalità e dell’eccellenza italiana». Parole che racchiudono una visione. Una filosofia, prima ancora che un menù.

Pier Daniele Seu: il maestro che ha reinventato la pizza

Per incarnare questa visione, Bvlgari ha scelto uno dei talenti più originali del panorama pizzaiolo contemporaneo: Pier Daniele Seu, chef romano la cui storia con la maison inizia nel 2020, quando il suo ingresso al Bvlgari Resort Dubai inaugura una collaborazione destinata a crescere. Le cifre raccontano bene di chi stiamo parlando: nel 2019 Seu viene incoronato “Pizza Chef of the Year” da 50 Top Pizza, la guida più autorevole del settore. Il suo ristorante romano, Seu Pizza Illuminati, fondato nel 2018 insieme alla socia e compagna di vita Valeria Zuppardo, si è classificato terzo in Italia e quinto a livello globale nella stessa classifica. Il riconoscimento si è esteso anche alla sua presenza all’interno della galassia Bvlgari: Il Caffè del Bvlgari Resort Dubai, animato dalla proposta firmata SEU Pizza Illuminati, ha conquistato il quattordicesimo posto nella classifica 50 Top Pizza Asia-Pacific 2025, testimonianza concreta di come la visione di Seu viaggi con straordinaria efficacia ben oltre i confini della sua Roma. Ed è proprio a Bvlgari Roma il nuovo opening dove poter gustare dalla scorsa settimana, l’arte della pizza firmata Seu.

Ma chi è davvero Pier Daniele Seu, al di là dei numeri e delle classifiche? È un artigiano del gusto che tratta la pizza come un linguaggio in continua evoluzione, un dialogo tra tecnica e istinto, tra memoria e sperimentazione. L’elemento che ne definisce la poetica è l’impasto: leggero, arioso, caratterizzato da circa trenta ore di maturazione a temperatura controllata. Non è un dettaglio secondario. È il cuore pulsante di ogni sua creazione, il segreto di una digeribilità straordinaria e di una struttura alveolare che regge il peso di topping complessi senza mai cedere. Attorno a quell’impasto, Seu costruisce composizioni in cui gli ingredienti italiani accuratamente selezionati dialogano in profili aromatici che sorprendono e restano. La convivialità, poi, è il filo conduttore della sua filosofia: ogni pizza è pensata per essere condivisa, per trasformare la tavola in un luogo di scoperta e conversazione.

Con il restyling del 2025, Seu Pizza Illuminati ha consolidato il proprio posizionamento in un ambiente intimo e minimale dove design, materia e luce definiscono un’esperienza gastronomica immersiva. È da questo laboratorio creativo romano che nasce la proposta del “Pizza Bar” Bvlgari sbarcate anche nella Capitale: otto pizze, tra iconici signature dishes e ricette ideate appositamente per il progetto, capaci di incarnare l’essenza di quello che Seu definisce «un vero e proprio viaggio gastronomico, dove il gusto si unisce al piacere della condivisione».

Il menù: otto pizze, un mondo di sapori

La carta del Pizza Bar è un manifesto gastronomico. Si apre con la Margherita DOP, la più classica, la più amata, eppure reinterpretata con la sensibilità propria di Seu: pomodori San Marzano arrostiti — non crudi, non in salsa standard, ma esaltati dalla cottura fino a concentrarne la dolcezza — mozzarella treccia, parmigiano, basilico fresco e il celebre mix di peperi Seu, una firma personale che ricorre nell’intera proposta come un leitmotiv.

Poi arriva la Super Capricciosa, e già il nome promette audacia: crema di olive nere in sostituzione del pomodoro, fior di latte, prosciutto arrosto, carciofi arrostiti, mozzarella treccia, uovo morbido, pomodorini semi secchi, crema di funghi, polvere di olive e mizuna corallo. Un’architettura di sapori che gioca su contrasti e richiami, dove la tendenza amara dell’oliva nera bilancia la rotondità del fior di latte e la persistenza del prosciutto. Ogni morso racconta una storia diversa.

La Variazione di Zucchine è una delle creazioni più eleganti della selezione: crema di zucchine in base, zucchine arrostite, provola, fiori di zucchina, salsa alla scapece, parmigiano e menta. È una pizza che celebra un ortaggio spesso trascurato elevandolo a protagonista assoluto, con la scapece a introdurre una nota acidula e la menta a rinfrescare il tutto con un tocco di leggerezza quasi mediterranea.

L’Indiavolata non si nasconde dietro il proprio nome: pomodoro San Marzano con nduja e ventricina, stracciatella, salsa verde mediterranea, composta di peperoncino, polvere di olive. È una pizza che brucia con eleganza, dove la piccantezza dei salumi calabresi e abruzzesi trova refrigerio nella freschezza della stracciatella e il bilanciamento della salsa verde. Potente, memorabile, inequivocabilmente italiana.

Formaggi e Limone è invece la pizza dei contrasti raffinati: crema di parmigiano, mozzarella di bufala, formaggio erborinato, formaggio di capra, confettura di limone e champagne, parmigiano stagionato trenta mesi, limone di Sorrento. Quattro anime casearie che dialogano in un equilibrio sorprendente, dove l’acidità del limone sorrentino e la dolcezza tart della confettura allo champagne aprono un varco di freschezza nell’abbraccio cremoso dei formaggi.

Il Cocktail di Gamberi è forse la pizza più ambiziosa della selezione, quella che più di ogni altra rivela la visione haute cuisine di Seu applicata alla pizza: stufato di pomodoro San Marzano e bisque di gamberi in base — una concentrazione di mare pura e potente — tartare di gambero di Mazara del Vallo, crema di lattuga arrostita, salsa rosa, baby leaf, polvere di olive Taggiasche. E, per chi vuole spingersi oltre, la possibilità di aggiungere caviale Oscietra, trasformando la pizza in un vero lusso del gusto.

La Tartare sorprende con una base di stufato di cipolla e barbabietola che colora l’impasto di una tonalità violacea quasi pittorica: sopra, fior di latte, tartare di Fassona piemontese, zabaione salato — elemento inaspettato e riuscitissimo — capperi fritti, micro foglie, cipolla in agrodolce, mix di peperi e timo limonato. Una pizza che guarda alla bistecca con ammirazione e la reinterpreta con ironia e maestria.

Il menù si chiude con due proposte dolci. Il Tiramisù porta sulla pizza uno dei dessert più amati d’Italia. E poi la Fior di Fragola: pizza caramellata in base — già un’idea geniale di per sé — ricotta montata con zucchero e lime, fragole in osmosi, purea di fragole, composta di fragole, mandorle sabbiate e menta. Un finale che profuma d’estate, di frutta matura, di quella leggerezza gioiosa che solo la bella stagione sa regalare.

Design e atmosfera: il forno nel cubo di bambù

Al Bvlgari Hotel Roma, il Pizza Bar si trasforma in un pop-up a cielo aperto sulla terrazza panoramica del quinto piano, aperto esclusivamente la sera dalle ore diciannove. La scelta dell’esclusiva serale non è casuale: è il momento in cui Roma si accende di quel rosa speciale, quella luce calda e quasi irreale che solo la capitale sa produrre all’imbrunire, quando la città rallenta e la vita si fa più bella. In questo scenario, il forno è incastonato all’interno di una struttura cubica interamente rivestita in bambù, un elemento architettonico di forte impatto scenico. Il bambù — materiale naturale, caldo, contemporaneo — conferisce allo spazio un carattere distintivo che dialoga con l’eleganza propria di Bvlgari senza sovrastarla. Il risultato è un’ambientazione che evoca il fascino rilassato delle autentiche pizzerie italiane, filtrato attraverso la sensibilità estetica di una maison che da oltre un secolo fa del dettaglio la propria ragione d’essere.

Bellavista: il Metodo Classico che incontra la pizza gourmet

A fare da contrappunto enologico alla proposta di Seu è Bellavista, la storica cantina fondata nel 1977 da Vittorio Moretti nel cuore della Franciacorta. Con i suoi duecentonove ettari vitati, Bellavista è custode del territorio, animata da quello che la famiglia chiama “Our Sense of Place”. La visione enologica è affidata a Francesca Moretti, con il contributo dello chef de cave Richard Geoffroy.

La selezione al calice include tre cuvée complementari: Alma Assemblage Non Dosato, di grande tensione e purezza; Alma Assemblage Rosé, morbido e avvolgente; e la Riserva Vittorio Moretti 2018, vetta strutturata dell’intera produzione. In bottiglia, la proposta si arricchisce di etichette come il Rosé 2020, lo Zancona 2023 di Le Pianore, il Nicoleo 2025 di Podernuovo, l’Aurea Gran Rosé 2024 di Frescobaldi e l’Animoso 2022 di Az. Agr. Sanlorenzo. I Bar Director di ciascun hotel creano inoltre cocktail a base Bellavista appositamente ideati per il contesto serale del Pizza Bar.

Niko Romito e il gelato come filosofia

Se Pier Daniele Seu è il custode della pizza, l’altra anima de “L’Estate Italiana” è Niko Romito, lo chef abruzzese tristellato Michelin per il suo ristorante Reale e Chef Curator dell’intera collezione Bvlgari Hotels & Resorts. Romito è una delle figure più rigorose e visionarie della cucina italiana contemporanea: la sua è una ricerca instancabile dell’essenza dei sapori, liberati da tutto il superfluo. Non poteva esserci interprete più coerente per un progetto dedicato al gelato artigianale.

La sua visione per “Il Gelato” si traduce in una collezione di gusti definita da tre parole chiave: purezza, equilibrio, maestria artigianale. Preparati con latte fresco e ingredienti naturali selezionati, i gelati sviluppati dal team dello chef reinterpretano le ricette italiane tradizionali valorizzando il sapore originario delle materie prime. Un elemento che merita attenzione: la scelta consapevole di ridurre il contenuto di zuccheri e grassi rispetto agli standard industriali, ed eliminare completamente gli aromi artificiali. Non è un dettaglio nutrizionale, è una dichiarazione estetica. Il gusto, quello vero, non ha bisogno di amplificatori chimici.

La carta dei gusti spazia dai grandi classici — CioccolatoPistacchioNocciola — fino a proposte più sorprendenti come il Lampone e il delicato Limone al Basilico, in cui l’erba aromatica si intreccia all’agrume in un equilibrio quasi zen. Accanto ai gelati, sorbetti e granite fresche che rendono omaggio alla tradizione siciliana. Brioche aromatizzate al limone e arancia e ghiaccioli artigianali introducono poi una dimensione più giocosa, un ponte felice tra tradizione e sensibilità contemporanea.

Al Bvlgari Hotel Roma, il Gelato Cart è posizionato al piano strada, sotto il colonnato della Lobby Lounge, aperto tutti i giorni dalle dodici alle ventidue. Il servizio è in modalità take away, per permettere agli ospiti di gustare il gelato in libertà durante la propria passeggiata romana. La scelta è tra cono o coppetta. Il cono, però, merita una menzione: viene preparato al momento con una fragrante cialda appena fatta, lavorata e arrotolata espressamente per ogni ordine. Un gesto minuscolo e decisivo, che trasforma una semplice pausa gelato in un momento di grazia artigianale.

Un dialogo tra eccellenze

Ciò che rende “L’Estate Italiana” un progetto davvero riuscito non è soltanto la qualità dei singoli protagonisti — pur straordinaria — ma la coerenza della visione che li unisce. Bvlgari, nata a Roma nel 1884 e oggi parte del Gruppo LVMH, ha costruito nel tempo un’identità fondata su un principio semplice: il dettaglio è tutto. Ogni creazione, che si tratti di un gioiello o di un’esperienza gastronomica, nasce da una cura artigianale che non ammette compromessi. La collezione Bvlgari Hotels & Resorts, progettata dallo studio ACPV Architects Antonio Citterio Patricia Viel, traduce questo approccio in spazi dove design contemporaneo e tradizioni locali convivono in armonia. La stessa filosofia che guida la pizza di Seu — trenta ore di maturazione, ingredienti selezionati uno per uno — e il gelato di Romito, con la sua ricerca ossessiva della purezza. L’estate italiana, in fondo, è la capacità di trovare la perfezione nelle cose semplici, di trasformare ogni momento in qualcosa di prezioso. Bvlgari lo sa da sempre. E quest’anno lo racconta meglio che mai.

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