Dalla pazienza del lievito madre a undici racconti di gusto: una collezione che unisce memoria, tecnica e materie prime d’eccellenza
C’è un’idea di dolcezza molto italiana nei panettoni 2025 di Vincenzo Faiella: non solo un grande lievitato, ma una “narrazione di sapore” costruita su gesti antichi e precisione contemporanea. Nascono così, nel laboratorio di San Marzano sul Sarno (SA), undici interpretazioni che dialogano con la tradizione lombarda e l’anima campana del maestro pasticcere. Ingredienti scelti con rigore — burro francese, vaniglia del Madagascar, farine del Molino Dallagiovanna, frutta candita e confetture di aziende d’eccellenza come Agrimontana e Cesarin — raccontano un Natale di profumi puliti e consistenze appaganti.
Il cuore del progetto è il lievito madre, gestito con tempi lenti e rispettosi. Il panettone Classico diventa manifesto di questa filosofia: una maturazione naturale di circa 36 ore dona impasti soffici, elastici, con un’alveolatura ariosa e un bouquet che intreccia burro, vaniglia, miele e pasta d’arancia. Dentro, l’equilibrio rassicurante di uvetta e scorze candite. È la forma più pura dell’idea di Faiella: custodire la memoria della pasticceria tradizionale con la leggerezza e la precisione del presente.
La novità: Zabaione e amarene
La novità di quest’anno arriva “a grande richiesta”: Zabaione e amarene. Pepite di cioccolato bianco allo zabaione si fondono parzialmente in cottura, lasciando una scia dorata e cremosa nell’impasto; le amarene candite rinfrescano il morso con una nota viva e lievemente acida. Un omaggio all’infanzia e ai sapori domestici, tradotti con tecnica e misura.

Le altre interpretazioni: tra classici, frutta e timbri liquorosi
Il “giro del mondo” di Faiella prosegue con Rocher, forse la lettura più golosa: nocciola protagonista in ganache e glassa croccante, per un equilibrio tra cremosa profondità e sferzata cioccolatosa. Il Pistacchio lavora sui contrasti tra cremini interni e glassatura esterna al cioccolato con granella; il Caffè celebra il rito dell’espresso con miscele tostate artigianalmente e pepite di cioccolato; il Cioccolato gioca su più registri del cacao — fondente, al latte e pepite intere — per un’intensità avvolgente.
Dalla Campania arriva poi la firma mediterranea: Limoncello, dove la crema al liquore sprigiona freschezza agrumata e la glassa chiara aggiunge croccantezza aromatica; e Cioccolato e rum, pensato per chi ama i toni profondi e caldi, dove la complessità del distillato abbraccia la materia scura del cacao.
Capitolo frutta: Albicocca e mandorla — la solarità del frutto estivo candito incontra la delicatezza della glassa; Frutti di bosco — ribes, mirtilli e more con ganache al cioccolato bianco e vaniglia, per una piacevole vivacità acida; Mela e cannella — il comfort invernale, rotondo e speziato, che profuma di feste. Ogni variante è un tassello della stessa idea: una produzione artigianale rigorosa che interpreta la tradizione con strumenti contemporanei.

Perché sceglierli
Perché raccontano un’Italia che non ha fretta: il tempo del lievito, la selezione delle materie prime, la coerenza tecnica. Perché sono “panettoni da ascoltare”, in cui ogni ingrediente ha un ruolo preciso e nessuno urla più dell’altro. E perché, al di là dell’estro, rispettano quel gesto paziente che ha reso grande la pasticceria italiana.
Dove nascono
Faiella Pastrychef — Largo De Gasperi 16/17, 84010 San Marzano sul Sarno (SA) — Tel. 081 314 4368 — vincenzofaiella.it.





