Pulp Brunch: l’Hotel Locarno a Roma lo reinventa: lo chef Domenico Smargiassi omaggia Tarantino

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Tra ricette cult, drink d’autore e un secolo di storia, la Domenica diventa una scena da film

Nel cuore di Roma, a pochi passi da Piazza del Popolo, l’Hotel Locarno custodisce da cento anni un’eleganza fuori dal tempo. Il suo fascino d’altri tempi si intreccia oggi con una proposta gastronomica contemporanea e sorprendente, firmata dallo chef Domenico Smargiassi e dall’Head Bartender Nicholas Pinna. Il nuovo Bloody Brunch, nato per celebrare un secolo di storia e di cinema, porta sulle tavole della Capitale un tributo irriverente e gustoso: un burger… Pulp, come il film cult di Quentin Tarantino. Un omaggio che trasforma la fantasia cinematografica in un morso decadente, tra sapori intensi e un’estetica ironica e sofisticata.

Entrando nelle sale di Locarno si viene avvolti da una scenografia autentica: pavimenti in marmo, affreschi, dettagli vintage d’epoca e un cortile esterno che in primavera diventa giardino segreto della Dolce Vita contemporanea. Caterina Valente, alla guida della struttura e custode della sua identità, ha saputo coniugare tradizione e modernità, trasformando ogni esperienza gastronomica in un frammento di storia da vivere e assaporare. Qui ogni piatto diventa racconto, ogni drink un cameo, ogni momento un fotogramma.

Al brunch Smargiassi guarda a Tarantino e alla sua iconografia più pop per portare in tavola una sezione nuova: la Big Kahuna Corner. Il riferimento è al fast food immaginario che compare in diversi film del regista, una catena hawaiana che nessuno, nella realtà, ha mai potuto assaggiare. Il desiderio dello chef è stato proprio quello di dare sapore all’immaginazione collettiva: nasce così un burger ispirato al misterioso Durwood Kirby Burger e l’iconico Big Kahuna Burger, reso finalmente reale con carni selezionate, salse intense e una nota esotica che cattura lo spirito dei Tropici. Il Bloody Burger completa il trio con un incontro insolito e perfettamente riuscito tra succulenza e piccantezza.

Il menu del Bloody Brunch è un viaggio trasversale, tra richiami internazionali e ricette che attingono alla memoria domestica italiana. Immancabile la Caesar Salad, valorizzata da ingredienti freschissimi e croccantezza perfetta. Le uova diventano protagoniste assolute: Benedict in una versione classica e in una Deluxe impreziosita da salsa al parmigiano 24 mesi e tartufo di stagione, uova alla Fiorentina dal cuore morbido, e uova pochée che giocano con consistenze e contrasti. Dall’Oriente arrivano influenze decise: kebab di agnello marinato 24 ore con agrumi e spezie, e un biryani in crosta di panko profumato e avvolgente. Per chiudere, un pancake “all-in” che racchiude l’essenza della colazione americana: sciroppo d’acero, frutti di bosco, pancetta croccante e frutta essiccata in un’alchimia irresistibile.

Il brunch abbraccia però anche i sapori italiani che scaldano il cuore: filetti di baccalà in pastella, paccheri con cinghiale sfumato al Sangiovese e formaggio di Fossa, fino all’Amatriciana Grand Cru, interpretazione personale dello chef con guanciale croccante e un equilibrio perfetto tra dolcezza del pomodoro e forza del pecorino. Il rollè di vitella racchiude tre carni, manzo, vitello e maiale, secondo la migliore tradizione delle domeniche di casa. I dolci finali sono rassicuranti come un abbraccio: tiramisù cremoso, zuppa inglese vellutata, sapori iconici della pasticceria italiana che tornano ad essere protagonisti.

Se Smargiassi interpreta il cinema attraverso i piatti, Nicholas Pinna lo fa attraverso i cocktail. La drink list si arricchisce di sei Bloody Mary, declinazioni creative che rispettano l’identità decisa di questo grande classico. Al fianco della versione tradizionale e del Red Snapper con gin, si incontrano personalità sfacciate come El Chapo, con tequila, mezcal, jalapeño e un tocco di spezie orientali, oppure il Rye Mary, a base bourbon, completato da un rim di cioccolato e note affumicate. Le novità sorprendono: Focu Meu utilizza la ‘nduja al posto del tabasco, regalando una piccantezza avvincente e tutta italiana; Bloody Mustang sfiora la Francia con senape à l’ancienne e miele, in una progressione aromatica intrigante.

Immancabile anche qui un omaggio a Pulp Fiction: il Five Dollar Milkshake, il preferito di Mia Wallace, riprodotto in chiave gourmet con gelato alla vaniglia, latte intero, ciliegia al Maraschino e un tocco di fava tonka. Piccolo, prezioso, dannatamente cinematografico. Una vera chicca che conquista prima ancora di essere assaggiata.

Il Bloody Brunch viene proposto sia con formula dedicata – Bloody Mary “all you can drink” e due portate a scelta, al costo di 65 euro – sia in versione à la carte, lasciando gli ospiti liberi di costruire la propria sceneggiatura del gusto. Per chi ama giocare, la Big Kahuna Corner è l’invito più divertente: ogni burger racconta il proprio personaggio e chi lo sceglie.

Ma per comprendere fino in fondo la magia di questa esperienza, serve guardarsi intorno: l’Hotel Locarno è un libro da rileggere in ogni stanza. Nato nel 1925 da una famiglia svizzera, mantiene nel nome un legame con la città d’origine dei fondatori. Il celebre poster che ne rappresenta l’identità visiva fu firmato da Anselmo Ballester, maestro della cartellonistica cinematografica: un indizio chiaro di una vocazione che avrebbe segnato il destino dell’hotel. Negli anni diventò rifugio e ritrovo di personaggi come Federico Fellini e Giulietta Masina, oltre a registi e artisti internazionali che continuarono a sceglierlo per il suo carattere anticonvenzionale. Wes Anderson, innamorato dei luoghi che raccontano storie, ne è uno degli ambasciatori più affezionati.

Tra camere ricche di charme, terrazze nascoste e un’atmosfera che profuma di storie vissute, il Locarno è un manifesto dell’ospitalità romana. Un luogo che non ha mai ceduto ai compromessi dell’omologazione, ma che anzi ha saputo rinnovarsi con stile e personalità. La cucina di Smargiassi e la mixology di Pinna sono un ulteriore tassello di un’identità viva, vibrante, autentica. Il brunch diventa così un rituale da condividere, un pretesto per attraversare epoche, culture e linguaggi diversi rimanendo sempre a Roma, nel suo cuore più elegante e creativo.

In un mondo che corre veloce, il Locarno invita a rallentare. A godersi il tempo, a parlare di cinema, a mordere un burger che prima esisteva solo sullo schermo, a scoprire cosa può nascere da un drink perfetto sorseggiato in un luogo che ha fatto la storia della Capitale. Qui il gusto non è solo piacere, è memoria, immaginazione, arte. Un invito che profuma di weekend romani, chiacchiere leggere e brindisi che diventano ricordi preziosi, tra glamour, ironia e una spensieratezza che sa di cinema e di vita vissuta.

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