Fine dining, mixology d’autore e grandi vini firmati Natale Giunta e Kerim Montinarocon vista mozzafiato sui Fori Imperiali
Oro Bistrot non è un ristorante che vive di una vista privilegiata. La terrazza che domina i Fori Imperiali, l’Altare della Patria e la cupola di San Pietro colpisce appena si arriva al sesto piano dell’NH Collection Fori Imperiali, ma il vero racconto inizia nel piatto, nel bicchiere e nell’attenzione dedicata all’ospite. Dal 2019 questo indirizzo del rione Trevi ha costruito un’identità precisa nella scena gastronomica romana, trasformando un rooftop panoramico in uno spazio dove cucina d’autore, mixology contemporanea e ospitalità dialogano in modo naturale.
L’hotel che ospita Oro Bistrot nasce all’interno di un palazzo patrizio reinterpretato in chiave contemporanea. L’atmosfera gioca sul contrasto tra storia e design moderno. Gli interni alternano tonalità calde, dettagli dorati, tavoli essenziali e sedute eleganti, mentre all’esterno la terrazza crea una continuità visiva con il cuore monumentale della Capitale. La parte cocktail bar dispone di circa ottanta coperti ed è operativa tutto l’anno, diventando uno dei luoghi più richiesti della città per aperitivi panoramici e serate dedicate alla mixology. L’area ristorante, invece, mantiene un’impronta più raccolta e intima, con trenta coperti all’aperto durante la bella stagione e una sala interna al piano terra nei mesi invernali. Ogni ambiente punta su eleganza discreta, illuminazione soffusa e una disposizione degli spazi che lascia centralità al panorama senza sacrificare comfort e privacy.


La giornata gastronomica di Oro Bistrot inizia dalla colazione à la carte, riservata agli ospiti dell’hotel, e prosegue con light lunch pensati per un pubblico internazionale che cerca piatti semplici ma curati. È la sera, però, che il progetto esprime la sua anima gastronomica più completa grazie al lavoro dell’executive chef Natale Giunta e dello chef resident Kerim Montinaro. Giunta, imprenditore e volto noto della ristorazione italiana, ha scelto Roma per dare forma a un fine dining contemporaneo dove tecnica, materia prima e accoglienza convivono con naturalezza. Al suo fianco opera Montinaro, piemontese classe 1988, interprete di una cucina personale costruita attraverso esperienze tra Italia, Stati Uniti, Asia e Regno Unito.
Il percorso professionale di Kerim Montinaro emerge chiaramente nella proposta gastronomica di Oro Bistrot. Dopo la formazione all’alberghiero di Pinerolo, lo chef inizia al Birichin di Torino. L’esperienza al San Domenico di New York gli permette di confrontarsi con una cucina italiana di alto livello in un contesto internazionale. Seguono tappe a Sharm El Sheikh e Singapore, nel ristorante siciliano Gattopardo, dove approfondisce il dialogo tra tradizione mediterranea e influenze orientali. Londra rappresenta un altro passaggio decisivo grazie al lavoro in gruppi alberghieri come Four Seasons e Sheraton. Dal 2021 guida la cucina di Oro Bistrot insieme a Natale Giunta, costruendo un linguaggio gastronomico riconoscibile, fatto di equilibrio, memoria italiana e contaminazioni misurate.
La cucina evita effetti scenografici fini a sé stessi. I piatti lavorano su pochi elementi, consistenze calibrate e ingredienti leggibili. La tradizione italiana resta il punto di partenza, attraversata però da richiami internazionali che arrivano soprattutto da salse, marinature e condimenti. L’influenza asiatica emerge in modo sottile, senza mai coprire il gusto principale. Ogni preparazione cerca precisione, armonia e pulizia.
Dal mercoledì alla domenica l’esperienza gastronomica si sviluppa attraverso tre percorsi degustazione accanto alla carta. “Atto di natura” racconta il mondo vegetale con attenzione alla stagionalità e alle materie prime. La “Tarte tatin al pomodoro” gioca sull’equilibrio tra acidità e dolcezza naturale dell’ortaggio, mentre il “Tonnarello cacio e pepe” viene alleggerito e reso più profondo dall’estratto di peperone. Il “Cavolfiore, Limone, Tartufo Nero” lavora invece su consistenze differenti e profumi intensi, alternando cremosità, note agrumate e richiami terrosi.








“Sintesi gastronomica” è il menu che meglio racconta la dimensione internazionale della cucina di Montinaro. La “Tartare di Anatra Affumicata” viene condita con una salsa barbecue cinese homemade ispirata alla hoisin, dove burro di arachidi, zenzero, aglio e soia costruiscono una stratificazione aromatica intensa ma equilibrata. Accanto compare un Rocher di mousse di foie gras con nocciola tostata e copertura sottile di cioccolato fondente, pensato per aggiungere contrasti tra grasso, tostatura e amarezza. Il “Diaframma di Manzo e Salsa Jerk” richiama invece la tradizione giamaicana attraverso spezie e marinature, servito con indivia alla brace marinata al yuzu miso. Il finale è affidato alla “Namelaka alla Ricotta, Grano Caramellato, Fiori d’Arancia”, dessert che unisce morbidezza lattica, croccantezza e profumi mediterranei.
Con “Terre connesse” la cucina crea un ponte ideale tra Lazio e Sicilia, territori che definiscono l’identità di Natale Giunta e dialogano attraverso ingredienti e memoria gastronomica. La “Melanzana, Ricotta, Caponata” reinterpreta sapori tradizionali siciliani con una presentazione contemporanea. Il “Pennone, Garum Contemporaneo, Lardo di Seppia” lavora invece sulla sapidità marina e sull’intensità umami. Le “Ribs di Maiale alla Diavola e Broccolini” portano in tavola un equilibrio tra speziatura, succulenza e note vegetali amare. Il “Cremoso di Latte, Pesca, Alloro” chiude il percorso con delicatezza e profumi estivi.
Grande attenzione viene riservata alla qualità della materia prima. Il pane servito in apertura nasce da grani siciliani selezionati e viene prodotto direttamente da Natale Giunta. L’olio extravergine accompagna il percorso con etichette scelte personalmente dall’executive chef. Tutti i menu degustazione sono disponibili anche in versione gluten free, elemento che conferma l’attenzione verso un’accoglienza inclusiva senza rinunciare alla qualità gastronomica.
La domenica cambia ritmo con il brunch à la carte servito dalle 13 alle 15. L’atmosfera resta elegante ma più rilassata, frequentata sia da ospiti internazionali sia da pubblico romano. I grandi classici internazionali convivono con ricette italiane e piatti più strutturati. Le “Uova Benedict” arrivano con una salsa olandese vellutata e pane tostato croccante, mentre l’“Uovo Poché con Avocado, Salmone e Crème Fraîche all’Erba Cipollina” punta su freschezza ed equilibrio. Non mancano pancakes soffici e golosi, ma trovano spazio anche proposte come la “Panzanella”, la “Tartare di Manzo con Parmigiano e Tartufo Nero”, la “Calamarata Amatriciana” e il “Tagliolino con Vongole, Bottarga e Limone”, piatto che unisce sapidità marina e freschezza agrumata. Completa il brunch una selezione di salumi e formaggi italiani.






Accanto alla cucina, il cocktail bar rappresenta uno degli elementi più identitari di Oro Bistrot. Il progetto guidato dal bar manager Daniele Zandri ruota attorno alla nuova drink list “Back to the Bar”, un lavoro di ricerca che rilegge cocktail storici nati tra il 1880 e il 1950 attraverso tecniche contemporanee. L’idea è immaginare come quei drink sarebbero stati concepiti oggi, mantenendo riconoscibilità e carattere ma alleggerendo struttura e percezione alcolica. La carta comprende otto signature cocktail e quattro analcolici, oltre ai grandi classici internazionali.
La mixology punta sulla bevibilità e sulla precisione aromatica. Le preparazioni utilizzano infusioni, chiarificazioni e tecniche moderne senza trasformare il cocktail in esercizio tecnico. Il risultato è una proposta elegante, immediata e coerente con il contesto gastronomico del locale. Durante l’aperitivo i drink vengono accompagnati da tapas gourmet pensate per condividere. Crudi di pesce, alici fritte, selezioni di formaggi, pan tomate con jamón ibérico e piccole preparazioni stagionali trasformano l’aperitivo in una cena informale con vista sui monumenti romani.
Anche il comparto vino occupa un ruolo centrale nell’esperienza di Oro Bistrot. La carta, curata dalla maître e sommelier Lydia Perri, conta circa duecento referenze tra grandi nomi italiani, piccoli produttori e incursioni francesi. Grande attenzione viene dedicata alle aziende laziali, valorizzate accanto a etichette iconiche nazionali e internazionali. Il sistema Coravin consente una mescita dinamica e permette agli ospiti di degustare vini importanti senza aprire l’intera bottiglia. I pairing enologici studiati per i menu degustazione evitano soluzioni prevedibili e lavorano su equilibrio, territorialità e ricerca.

Il servizio rappresenta uno degli aspetti più curati del progetto. Lydia Perri coordina una sala elegante ma mai rigida, dove il racconto dei piatti e dei vini accompagna l’ospite senza eccessi formali. A guidare l’organizzazione ci sono Giorgia Capriotti, direttore operativo delle attività romane di Natale Giunta, e Matteo Gemei, F&B manager dell’hotel, presenti fin dall’apertura. L’obiettivo condiviso è costruire un’esperienza completa, dove cucina, beverage e ospitalità mantengano lo stesso livello qualitativo.
Resta aperto ogni giorno dalle 13 alle 23, con chiusura a mezzanotte nel weekend. In pochi anni è riuscito a diventare uno degli indirizzi gastronomici più interessanti della Capitale, frequentato da viaggiatori internazionali, professionisti romani e appassionati di fine dining. La vista sui Fori Imperiali continua a essere uno degli elementi più spettacolari dell’esperienza, ma non basta a spiegare il successo del locale. Qui il panorama accompagna una proposta gastronomica costruita con identità precisa, tecnica, ricerca e una forte attenzione all’accoglienza. Tra cucina contemporanea, cocktail d’autore, grandi vini e atmosfera raffinata, Oro Bistrot racconta una Roma elegante, internazionale e gastronomicamente matura. Al tramonto la terrazza si accende di luci soffuse e il servizio accompagna ogni tavolo con ritmo impeccabile. E discrezione.





