The Dinner Experience: Roma si racconta in sette portate firmate da Francesco Apreda e Iside De Cesare

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Una serata a quattro mani al ristorante Idylio by Apreda. Due maestri dell’alta cucina reinterpretano i monumenti della Capitale attraverso sette piatti d’autore, per la quinta tappa del format ideato da Chefs in Rome.

Un appuntamento unico per chi vuole vivere la grande cucina non come semplice degustazione, ma come narrazione di territori, storie e visioni. È questo il cuore di The Dinner Experience, un format che unisce arte gastronomica, cultura e bellezza, trasformando Roma in una mappa di sapori e suggestioni. Ogni tappa è un’esperienza immersiva, una cena narrata in sette portate ispirate ai monumenti della Capitale, dove i piatti diventano architetture sensoriali e il gusto si fa linguaggio universale.

Dietro il progetto c’è la mente creativa di Cristiano Bucciero, marketing manager e autore del format televisivo Chefs in Rome – Il Salotto del Food & Wine, insieme alla project manager Francesca Napolitano. Insieme hanno dato vita a un tour gastronomico 2025/2026 articolato in sette tappe, ospitate in sette location d’eccezione, con sette chef protagonisti. Ogni evento prevede sette portate – dall’entrèe al dessert – ispirate a sette monumenti simbolo di Roma, raccontate attraverso la sensibilità e la poetica di chi le firma. È un format che non celebra solo la cucina, ma anche l’anima della città: la sua eredità culturale, la luce, le forme, le metamorfosi. Roma diventa così una tavolozza da interpretare, un’ispirazione da tradurre in piatti che parlano di arte, memoria e rinascita.

Quinta Tappa: Francesco Apreda e Iside De Cesare due anime in dialogo

La quinta tappa di The Dinner Experience è stata un incontro straordinario tra due firme dell’alta cucina italiana, Francesco Apreda e Iside De Cesare, entrambi premiati con una stella Michelin e protagonisti del docufilm Chefs in Rome. Un ritorno, per entrambi, ma anche una sfida: dare voce alla città eterna con due stili diversi e complementari, due sensibilità che si incrociano in un’armonia perfetta.

Ad ospitare la serata, il raffinato ristorante Idylio by Apreda, all’interno del The Pantheon Iconic Rome Hotel, nel cuore vibrante della Capitale. Una cornice di luce dorata e dettagli d’autore, dove il design contemporaneo dialoga con la classicità romana, e ogni tavolo diventa palcoscenico di una narrazione gastronomica. Per Iside De Cesare, chef e anima del ristorante La Parolina a Trevinano (1 stella Michelin), è stato anche un ritorno alle origini: “Cucinare a Roma è come cucinare dentro un ricordo – racconta –. È una città che vive dentro di me, con i suoi silenzi e la sua energia, che ogni volta mi insegna a dosare il gesto e a dare voce alla materia.” Accanto a lei, Francesco Apreda, patron di Idylio, riconosciuto a livello internazionale per la sua cucina elegante e cosmopolita, che unisce la tecnica orientale alla radice mediterranea. “Roma è la mia musa – dice –: mi ispira come un’orchestra di sapori, di contrasti e armonie. Cucinare qui significa interpretare la città, trasformarla in emozione pura.”

Roma come non l’avete mai assaggiata

Alla fine della cena, resta una sensazione di armonia. Le portate si intrecciano come i vicoli di Roma, raccontando la città attraverso il linguaggio più universale: il gusto. Ogni piatto è un monumento da vivere, ogni chef un artista che scolpisce emozioni nella materia. In questa serata, la cucina si è fatta architettura, la memoria è diventata sapore, la bellezza si è trasformata in esperienza.
The Dinner Experience non è solo un evento gastronomico: è un viaggio nell’anima di Roma, un ponte tra arte, cultura e alta cucina, un laboratorio di emozioni condivise. Roma, ancora una volta, si racconta non con le parole, ma con i sensi. E chi l’ha vissuta, difficilmente la dimenticherà.

Entrée – Piazza di Spagna: Straccetti di baccalà, cocco e spezie

Chef Francesco Apreda | Idylio by Apreda, 1 stella Michelin

Come primo atto, Apreda sceglie la leggerezza. La Piazza di Spagna diventa un quadro di luce e movimento, un luogo dove la pietra si fa danza. Gli straccetti di baccalà, delicati ma dal sapore deciso, incontrano la dolcezza del cocco e il calore delle spezie orientali, in un gioco di contrasti che evoca il ritmo fluido della scalinata di Trinità dei Monti. Il bianco del pesce, la morbidezza del cocco e la vivacità speziata compongono una melodia di grazia e ritmo. “Ho voluto raccontare la piazza come un’emozione – spiega Apreda –. È luce che si muove, equilibrio e bellezza che si rincorrono. Così nasce un piatto che unisce pietra e leggerezza, materia e sogno.” Un omaggio all’armonia barocca di Roma, interpretata con sensibilità contemporanea.

Antipasto – Terme di Caracalla: Uovo, fagioli del Purgatorio e tartufo

Chef Iside De Cesare | La Parolina, 1 stella Michelin

L’antipasto firmato da Iside De Cesare è un rito di purificazione e rinascita. Ispirato alle Terme di Caracalla, luogo di acqua, benessere e riflessione, il piatto è costruito intorno a un uovo cotto a bassa temperatura, simbolo di vita e lentezza. I fagioli del Purgatorio, piccoli e bianchi come perle, accompagnano la cremosità del tuorlo, mentre il tartufo ne amplifica la profondità aromatica con la sua nota terrosa e persistente. È una portata contemplativa, quasi spirituale, dove la materia si trasforma in energia, la semplicità in emozione. “Per me le terme rappresentano l’acqua che rigenera – racconta Iside –. Ho voluto creare un piatto che parlasse di equilibrio, di rinascita, di ascolto del proprio tempo.”

Primo piatto – Via Appia Antica: Spaghettone spezzato, anguilla affumicata e cacao

Chef Francesco Apreda

Con il primo piatto, Apreda ci accompagna lungo la Via Appia Antica, la “regina delle strade”, simbolo di connessione e viaggio. Gli spaghettoni spezzatievocano le pietre della strada: frammenti che, insieme, creano continuità. L’anguilla affumicata racconta il legame con l’acqua e la memoria dei commerci che animavano Roma antica, mentre una sottile spolverata di cacao amaro introduce una nota esotica e inattesa, ponte tra mondi lontani. Il piatto è un manifesto di identità e contaminazione: Roma come crocevia di culture e sapori. “Lo spaghetto spezzato è come una via interrotta che continua – spiega lo chef –. Racconta i viaggi, le contaminazioni, l’idea che il cibo è movimento, incontro, scambio.”

Secondo primo – Galleria Borghese / Apollo e Dafne: Cappelletti in brodo progressivo

Chef Iside De Cesare

Con la sua sensibilità barocca, Iside De Cesare si ispira alla scultura di Bernini, Apollo e Dafne, conservata alla Galleria Borghese. I suoi cappelletti in brodo progressivo sono un piccolo capolavoro concettuale: il brodo cambia sapore e intensità a ogni assaggio, in una metamorfosi costante che trasforma la percezione del gusto. La pasta, perfetta nella chiusura e nella consistenza, racchiude un ripieno vellutato che si fonde progressivamente con il liquido, fino a creare un’armonia finale. “Ho immaginato il piatto come un movimento – racconta Iside –. Come Dafne che si trasforma in alloro, il brodo cambia, cresce, evolve. È la bellezza che nasce dal cambiamento.” Un piatto che parla di tempo e metamorfosi, di arte e vita, in perfetto equilibrio tra grazia e profondità.

Secondo piatto – Pantheon: Pollo alla Romana in due culture

Chef Francesco Apreda

Il Pantheon è il cuore simbolico di Roma: luogo di incontro tra divino e umano, tra passato e futuro. Apreda lo celebra con un Pollo alla Romana in due culture, reinterpretando un classico della cucina capitolina con la sua consueta maestria tecnica. Gli ingredienti sono quelli della tradizione – pollo, pomodoro, peperoni, aglio, olio extravergine – ma la lavorazione è frutto di un viaggio tra India e Giappone: marinature, profumi di curcuma, cotture lente, note di soia e spezie lontane. Il risultato è un piatto circolare, armonico, che racconta Roma come crocevia del mondo. “Il Pantheon unisce cielo e terra – dice Apreda –. Ho voluto creare un piatto che unisse culture e sapori, tradizione e contaminazione. Perché la vera identità nasce dal dialogo.”

Pre-dessert – Fori Imperiali: Dattero e coriandolo, Antica Roma

Chef Francesco Apreda

Prima del dolce, arriva un viaggio nella memoria. Il Dattero e Coriandolo è un omaggio alla Roma imperiale, ai banchetti fastosi e alle spezie arrivate da terre lontane. Apreda rilegge la storia in chiave moderna: il dattero, dolce e carnoso, si fonde con note di formaggio caprino, noci, pepe e coriandolo fresco, creando un equilibrio tra dolcezza e sapidità, ricordo e modernità. È un boccone di tempo, un assaggio di storia che profuma di sabbia e mare, di mercati e conquiste. “Mi piace pensare che ogni spezia sia un racconto – spiega –. Roma è sempre stata una città che accoglie, che si contamina, che non smette di imparare dal mondo.”

Dessert – EUR e i Ciliegi in Fiore: Dolce Fiore

Chef Iside De Cesare

Il gran finale è affidato a Iside De Cesare, che trasforma il quartiere EUR in una poesia dolce e leggera. Ispirata alla fioritura dei ciliegi giapponesi che costeggiano il laghetto artificiale, la chef crea il suo Dolce Fiore: un dessert architettonico e delicato, dove le geometrie razionaliste si sciolgono in fragranze di vaniglia, frutti rossi e agrumi. Strati sottili di creme e textures leggere evocano la primavera e la rinascita. “Ho voluto raccontare il rigore che si trasforma in poesia – spiega Iside –. Come i ciliegi che addolciscono le linee dell’EUR, la dolcezza può cambiare la percezione della realtà.” Un finale luminoso e femminile, che parla di leggerezza, bellezza e gratitudine.

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